Ddl concorrenza, Mandelli: per ora norma scheletrica con l’iter parlamentare si dovrà approfondire
Uno dei pericoli principali di un regime di concorrenza sul prezzo a colpi di economie di scala? La riduzione di personale. Lo sottolinea in un'intervista a Farmacista33 il presidente della Fofi Andrea Mandelli (foto) commentando il Ddl concorrenza approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso 20 febbraio. Un ostacolo rilevante che viene a presentarsi sul percorso della farmacia dei servizi. Ma è solo uno degli aspetti discutibili del testo messi in evidenza da Mandelli, che conta sull'imminente approdo alle camere per poter approfondire tutte le conseguenze e i corollari della «norma scheletrica» per ora disponibile.
Dottor Mandelli qual è il suo bilancio del ddl concorrenza approvato dal Cdm del 20 febbraio? Quali i rischi potenziali per effetto delle misure sulle farmacie? I rischi sono quelli di cui si è parlato in questi giorni: tra una liberalizzazione totale, come quella che sarebbe conseguita, per esempio, dalla definizione del quorum quale requisito minimo e il dettato attuale del Ddl, la differenza può essere molto sottile. Ragion per cui i fenomeni di concentrazione sia della proprietà in poche mani sia delle farmacie in alcune zone non sono certo esclusi e su questo abbiamo dato giudizi negativi. C'è poi un aspetto che non va trascurato, ed è la possibile subordinazione del professionista al socio di capitali. Vorrei ricordare che quando la Corte di Giustizia europea giudicò ammissibile la riserva della titolarità al farmacista, tra le motivazioni addotte vi fu anche il fatto che nel professionista il fine del profitto viene temperato da un codice deontologico e da un'assunzione di responsabilità nei confronti del cittadino. Non è così per le società di capitali, la cui etica, per citare Milton Friedman e altri prima di lui, è innanzitutto il profitto. Come professionisti non possiamo avere come obiettivo diventare tutti dipendenti per sempre e come cittadini dobbiamo poter contare su un professionista sanitario che risponda soltanto a scienza e coscienza. Non è un caso se fior di economisti hanno sempre indicato la farmacia come un'impresa civile, quella cioè che non può agire come un'impresa tout court pur dovendo reggersi economicamente. C'è poi l'aspetto della natura di questi capitali che entrerebbero nel servizio farmaceutico: sicuramente puliti, per carità, ma oggi non possiamo mai escludere che ve ne siano di grigi e neri in qualsiasi attività di interesse economico che venga improvvisamente ad aprirsi alle logiche di mercato.
Giovani farmacisti e piccole realtà rurali sembrano quelle più danneggiate. E' d'accordo? È evidente che le realtà più fragili economicamente, vuoi per il loro ruolo come le farmacie rurali, o perché agli inizi come le farmacie che verranno aperte a seguito del Concorso straordinario, o anche le parafarmacie sono decisamente più esposte a passare di mano, o a essere schiacciate da un regime di concorrenza sul prezzo a colpi di economie di scala. Tra le economie di scala vanno poi considerate anche le riduzioni di personale, e questo è l'ostacolo maggiore che viene a presentarsi sul percorso della farmacia dei servizi: se il modello vive delle prestazioni professionali, non possiamo pensare di ridurre il numero dei farmacisti, o di ottimizzare le prestazioni "del team" affidando al farmacista anche compiti che esulano dalla sua professionalità, come hanno fatto alcune gestioni per così dire illuminate. E siccome siamo in presenza di una situazione occupazionale tutt'altro che florida rischiamo di non poter invertire la tendenza.
Vede qualche aspetto positivo nell'iniziativa del Governo? Faccio un po' fatica, per la verità. E' vero che poteva andar peggio, ma mi sembra davvero una magra consolazione.
Ora il ddl dovrà seguire l'iter parlamentare. Che percorso prevede? Si può ancora fare qualcosa? Intanto prevedo un percorso in cui vengano affrontate tutte le conseguenze e i corollari della norma scheletrica che abbiamo avuto modo di leggere. È facile dire che arriva il capitale, ma è solo un titolo: come regoliamo le norme sui trasferimenti? Prevediamo un monitoraggio delle posizioni dominanti? Affrontiamo il tema dell'integrazione verticale? E le incompatibilità?
Marco Malagutti
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Negli Stati Uniti i nuovi criteri AHA/ACC renderebbero eleggibili alle statine 87,5 milioni di adulti, con 21,5 milioni di nuovi candidati soprattutto tra i soggetti più giovani e a rischio più...