Rinnovo contratto, non titolari: necessari progressione di carriera e riconoscimento specificità
Avviare al più presto le trattative per il rinnovo del contratto dei collaboratori perché la situazione sta diventando insostenibile. E tra le richieste da ricomprendere nella trattativa una progressione di carriera e il riconoscimento delle specificità professionali, che potrebbe anche diventare un elemento da farsi riconoscere da parte delle farmacie alle regioni e da far inserire nella convenzione. Sono questi alcuni spunti che arrivano da Anna Attolico, presidente Fiafant che invoca l'avvio delle trattative: «Il contratto dei dipendenti di farmacia è scaduto da oltre due anni e ad oggi non c'è ancora nessuna trattativa in corso nonostante le richieste. A parte il fatto che la situazione è sempre più difficile, il problema è sostanziale, vista l'accelerazione importante nelle nuove attività della farmacia di cui non c'è alcuna traccia nei contratti». Ed ecco allora le principali richieste per la nuova contrattazione: «introdurre un riconoscimento alle nuove realtà professionali presenti in farmacia e prevedere nel nuovo contratto una progressione di carriera. È inconcepibile che un farmacista, dopo trent'anni di attività, percepisca un aumento di poche centinaia di euro, a fronte di una professionalità che nel tempo è cresciuta molto. La farmacia di oggi, non gestisce più la semplice ricetta, ma una serie di servizi molto evoluti che vanno dal counselling alla galenica, dalle analisi di prima istanza alla cosmetica e altro ancora». E le possibilità per le farmacie ci sarebbero e sono proprio nel rinnovo della convenzione: «Guardo a quanto già avviene per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, la cui convenzione prevede un riconoscimento economico sui servizi aggiuntivi che sono in grado di offrire e sulle figure che vengono utilizzate nello studio dal collaboratore infermieristico, di segreteria e così via. Siamo convinti che il riconoscimento della professionalità del farmacista collaboratore possa rappresentare allo stesso modo non un costo ma la possibilità per avere riconoscimenti aggiuntivi da chiedere alle Regioni. Crediamo cioè che la nuova convenzione dovrebbe tener conto di queste peculiarità, delle differenze esistenti tra le farmacie, premiando quelle con i professionisti più qualificati».
Francesca Giani
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