Politica e Sanità
27 Marzo 2015Per ottenere la pillola dei cinque giorni dopo (ulipristal acetato) non sarà più necessario presentare la ricetta medica, tranne che per le minorenni, e non sarà più obbligatorio effettuare il test di gravidanza. Sono queste le principali indicazioni disposte dalla Commissione tecnico scientifica dell'Aifa che si discostano parzialmente sia da quelle dell'Agenzia europea del farmaco, che ha classificato il farmaco come Otc, sia da quelle del Consiglio superiore di sanità. Il Css, infatti, aveva dato parere, richiesto dal ministero, favorevole alla vendita solo su ricetta, indipendentemente dall'età della richiedente soprattutto per evitare gravi effetti collaterali nel caso di assunzioni ripetute in assenza di controllo medico, ma ciò significava che l'Aifa avrebbe dovuto adottare una decisione opposta a quella dell'Autorità europea. A sostenere l'obbligo generalizzato di ricetta erano stati soprattutto i medici cattolici che avevano parlato di «aborto mascherato». In merito, il direttore dell'Aifa Luca Pani, presente alla riunione della Commissione via teleconferenza ha spiegato che «il farmaco non ha grandi problematiche, ma sull'uso ripetuto e incontrollato non ci sono dati sufficienti per garantirne la sicurezza. Per tutelare le più giovani e visto che in Italia esiste la possibilità di prescrivere la pillola in ogni momento in ospedali e consultori, è stato deciso di lasciare il limite». Secondo Pani, quella dell'Aifa è «una decisione ancora più moderna di quella dell'Ema». Secondo la deputata del Partito Democratico Laura Garavini, «ora le donne italiane vengono finalmente trattate come tutte le altre donne in Europa secondo standard europei» e ha aggiunto: «Anche la scelta di mantenere l'obbligo della ricetta per le minori mi pare condivisibile».
Resta ora il dubbio su come verrà classificato il farmaco. Secondo Davide Gullotta, presidente della Federazione della parafarmacie italiane, «l'ambiguità è evidente e andrà chiarita. Se il farmaco potrà essere senza ricetta diventerebbe un Sop, quindi vendibile anche fuori dalle farmacie convenzionate, ma se la paziente è minorenne deve avere la prescrizione. La questione va chiarita al più presto, e a queste condizioni è verosimile pensare a una nuova classificazione. Altrimenti come si gestisce?».
Simona Zazzetta
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