Politica e Sanità
02 Aprile 2015Parte anche in Sardegna, ufficialmente il 15 aprile, l'uso della ricetta elettronica, con un avvio graduale, una messa a regime prevista a fine 2015 e copertura al 90% entro il 2016 con 660 farmacie e 1.660 medici di famiglia coinvolti. Lo ha fatto sapere la Regione Autonoma di Sardegna annunciano il via libera arrivato dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore della Sanità Luigi Arru, «tappa finale di un percorso avvia to a giugno scorso». Dalla digitalizzazione della ricetta, secondo Arru «ci sarà un forte risparmio per il bilancio della Sanità sarda, visto che i moduli stampati dalla Zecca di Stato costano un milione di euro l'anno e sono interamente a carico della Regione e che ogni anno in Sardegna vengono emesse 21 milioni di ricette farmaceutiche e 4 milioni di prescrizioni di visite specialistiche». Ma non è l'unico obiettivo: «Vogliamo favorire i percorsi diagnostici e terapeutici» chiarisce Arru in un'intervista «nell'interesse dei cittadini e dei medici, sinora i medici di famiglia, in molti casi, erano semplici estensori delle prescrizioni degli specialisti».
Nei mesi scorsi, comunica la Regione, medici e farmacisti sono stati preparati e formati per rispettare la scadenza del 15 aprile e in parallelo è in corso l'adeguamento di tutte le strutture del Sistema sanitario regionale per registrare l'erogazione delle prestazioni sanitarie utilizzando il sistema della ricetta elettronica ed entro la fine dell'anno tutti i medici di famiglia prescrivere la ricetta dematerializzata che, almeno nella fase iniziale, sarà stampata in copia dallo stesso medico, mentre l'originale arriverà per via telematica direttamente alla farmacia in formato digitale. «La copia cartacea è uno strumento transitorio, un promemoria che» chiarisce Arru in un'intervista «quando il sistema sarà collaudato e gli utenti saranno ormai abituati alla novità, sarà abbandonato del tutto. Stiamo potenziando il Sisar (Sistema informativo sanitario integrato regionale), al quale entro la fine dell'anno saranno collegati tutti i medici, per ora la quota si ferma al 75%. La sicurezza è garantita: il percorso è stato già sperimentato con i certificati di malattia. Vogliamo poi attivare un Osservatorio per la programmazione e il monitoraggio delle attività, che tornerà utile anche per gli eventuali studi epidemiologici».
Simona Zazzetta
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