Ipasvi, pronti a lavorare con tutti gli altri professionisti in contesto di integrazione
«Siamo pronti a lavorare con tutti gli altri professionisti in un contesto organizzativo nuovo che si può e si deve realizzare» e questo «sia a vantaggio dell'assistenza che dei cittadini». È questo l'appello che parte da Barbara Mangiacavalli, (foto) neo presidente Ipasvi, la Federazione nazionale collegi infermieri, che ha fatto il punto sul prossimo triennio. «Tra le linee programmatiche del nuovo Comitato centrale, in sintonia e continuità con il lavoro svolto nel triennio precedente» spiega «metterei al primo posto l'idea generale di rendere gli infermieri protagonisti del proprio futuro, assumendo un ruolo più forte e di solida presenza dove si discute, si dibatte e si decide per la sanità, per la formazione, per le professioni, per il lavoro. Il Comitato centrale in questo senso darà sostegno pieno ai Collegi provinciali e ai coordinamenti regionali anche nell'attuazione del Patto per la Salute e nel nuovo disegno dell'assistenza in ospedale e sul territorio: questi infatti dovranno essere il "luogo" per i cittadini e i liberi professionisti dove si incrociano con trasparenza domanda e offerta di professionalità e assistenza infermieristica. Tra le novità per il prossimo triennio c'è poi anche la realizzazione del percorso di accreditamento dei professionisti per certificare le competenze acquisite e la qualità della professione anche nel libero mercato. E tra gli obiettivi abbiamo l'aggiornamento del Codice deontologico e il riconoscimento e il coinvolgimento nei processi assistenziali della figura dell'infermiere specialista, anche con un confronto con le altre professioni sanitarie per la definizione dei reciproci ambiti professionali. In questo triennio poi si dovrà favorire la libera professione, le funzioni manageriali, di direzione e di coordinamento e realizzare con Istituzioni, Società scientifiche e rappresentanze dei cittadini linee guida, standard assistenziali, criteri per la definizione del fabbisogno di infermieri, indicatori di esito e risultato sia per l'ospedale, sia per il territorio che per l'assistenza domiciliare, anche sostenendo l'ampliamento del numero di infermieri ricercatori e professori nelle Università». E sul comma 566, «le nuove competenze degli infermieri sono un'evoluzione naturale della professione legata al nuovo modello di assistenza orientato sempre di più verso l'intensità delle cure. Per questo sembrano assurdi i significati che si sono voluti artatamente dare al comma 566 della legge di stabilità 2015 che altro non è se non una norma che, come richiesto da più parti, apre la porta al percorso dell'evoluzione delle competenze e del ridisegno delle responsabilità. Senza alcuna polemica, speriamo ora di poterci sedere presto intorno a un tavolo con le altre professioni sanitarie e i sindacati per andare avanti. Il sistema salute ne ha bisogno. L'accordo Stato-Regioni per dare il via alle nuove competenze c'è, le Regioni lo hanno approvato già da un anno. Ora ci vuole coraggio: noi siamo pronti a lavorare con tutti gli altri professionisti in un contesto organizzativo nuovo che si può e si deve realizzare. Non è una sfida, non è una gara, non è il tentativo di togliere qualcosa a qualcuno, ma una realtà. E sarebbe il caso anche altri finalmente lo comprendessero, sia a vantaggio dell'assistenza che dei cittadini».
Francesca Giani
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