Spesa ospedaliera sfora in Piemonte. Mana (Federfarma): c’è un sottofinanziamento
Trentasei milioni di sforamento della spesa farmaceutica in Piemonte rispetto al tetto fissato dalla Regione, ancora in piano di rientro dal debito sanitario. Anche di questo si è parlato qualche giorno fa al convegno organizzato dalla stessa Regione Piemonte alla Città della Salute di Torino, che ha messo al centro l'Health technology assessment e la sostenibilità del sistema sanitario. «Il problema riguarda solo le farmacie ospedaliere e certamente non le territoriali» dichiara il presidente di Federfarma Piemonte Massimo Mana «e negli ultimi dieci anni abbiamo risparmiato 280 milioni di euro». Detto questo, la questione è generale e tocca tutti i sistemi sanitari, a causa dell'affacciarsi sul mercato di farmaci innovativi molto efficaci ma dai costi estremamente elevati, soprattutto nel settore oncologico; nello specifico, l'assessorato ha chiesto alla rete oncologica di Piemonte e Valle d'Aosta di rendicontare nel dettaglio i farmaci con i relativi costi, gli esiti e la mortalità. Secondo Mana, «il ragionamento va comunque fatto in prospettiva, è facile tagliare ma questo significa che qualcuno resta senza farmaco, bisogna capire se le regole d'ingaggio per queste patologie sono corrette oppure no; è vero per esempio che somministrare il sofosbuvir contro l'epatite C comporta costi iniziali elevatissimi, ma nel tempo si ha un risparmio e la Sanità dovrebbe essere in condizione di fare considerazioni a medio e lungo termine e non di vivere alla giornata». L'esponente piemontese di Federfarma ritiene poi che sia necessario capire se i tetti fissati dalle Regioni su indicazione ministeriale siano realistici: «i prezzi dei farmaci sono prefissati e se lo Stato centrale sbaglia le analisi e c'è la necessità di consumare più farmaci di quelli previsti è evidente che si arriva allo sforamento. Non mi sento di sostenere facilmente che ci siano sprechi di sistema in Piemonte, direi anzi che non dovrebbero essercene. C'è invece un sottofinanziamento che non tiene conto dei farmaci innovativi: in teoria dovrebbero avere finanziamenti a parte che però spesso restano solo sulla carta e i soldi non arrivano».
Renato Torlaschi
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