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Politica e Sanità

24 Aprile 2015

Sconti, Puglia chiede rimborsi a farmacie. Tar accoglie ricorsi e dà la sospensiva


Ammonta a 9,8 milioni di euro la somma che le Asl della Puglia hanno richiesto alle 1.200 farmacie per compensare rimborsi per i farmaci versati prima del 2011 e ritenuti dalla Regione superiori al dovuto. Il Tar di Bari, interpellato da numerosi titolari, ha dato non solo la sospensiva cautelare ma si è dichiarato competente, sono ora attese le decisioni degli altri giudici amministrativi. La richiesta relativa al periodo 2005-2011, è stata formalizzata lo scorso dicembre, e dalla cronaca locale si apprende che sono circa 300 i farmacisti che hanno accettato di restituire la somma (a Bari circa 200 su 320), e al momento i giudici amministrativi di Bari, chiamati in causa da 7 farmacie del capoluogo e da quasi tutte quelle della provincia di Bat, si sono espressi per una sospensiva cautelare e hanno rinviato la decisione nel merito a inizio dicembre. Martedì 29 è atteso anche il Tar di Lecce sui ricorsi del Salento ed è probabile che si atterrà alla stessa linea.
«Il recupero delle somme da parte della Regione» spiega Giuseppe Palattella, presidente di Federfarma Bari «nasce dal fatto che fino al 2011 lo sconto sui farmaci veniva calcolato sui prezzi di riferimento Aifa e la Regione, in sostanza, applicava una trattenuta minore spendendo di più. Poi la Regione Sicilia ha sollevato la questione e rivolgendosi all'Avvocatura di Palermo per un interpello all'Aifa ha ottenuto che lo sconto alle regioni fosse calcolato sul prezzo al pubblico. La Regione Puglia a noi lo ha comunicato nel 2013 e noi ci siamo adeguati e ora ci chiede di restituire l'eccesso sui rimborsi versati fino al 2011 e parla di un errore di valutazione. L'assemblea dei soci della provincia di Bari ha espresso la volontà di recepire l'orientamento generale e quasi tutti i titolari hanno accettato di restituire le somme anche usufruendo delle dilazioni». La variazione del criterio di calcolo si traduce, in alcuni casi in poche centinaia di euro ma arriva anche a 20mila euro tant'è che in alcuni casi la Regione ha proposto una rateizzazione in 24 mesi e ha applicato gli interessi solo a partire dal 2011. Ma i titolari hanno risposto in modo diverso nelle diverse provincie poiché, come spiega Michele Pellegrini Calace, presidente dei titolari della provincia di Bat «per quanto gli ultimi orientamenti dicano che il criterio di calcolo è il prezzo al pubblico, l'applicazione è abbastanza a macchia di leopardo tra le regioni e comunque la Puglia non ha mai legiferato in merito se non con una circolare che comunicava la variazione, quindi a nostro avviso resta in auge la delibera del 2001 che calcola lo sconto sul prezzo di riferimento Aifa».

Simona Zazzetta

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