Politica e Sanità
10 Maggio 2015Creare economie di scala, aumentare il potere contrattuale sui fornitori, essere competitivi verso i nuovi competitor senza trasformarsi in catene di farmacie, è quanto consente di fare il contratto di rete, strumento utilizzato dalla piccola e media impresa italiana per capitalizzare competenze e risorse e raggiungere specifici obiettivi. È questo il percorso indicato da Domenico Di Tolla, presidente dell'Ordine di Lecce, durante il convegno dedicato ai nuovi modelli strutturali e organizzativi della farmacia svoltosi nel corso di FarmacistaPiù. «Per poter restare in un mercato che sta cambiando, in particolare con l'apertura ai capitali, la farmacia deve diventare competitiva non verso i colleghi ma verso i nuovi competitor» ha spiegato Di Tolla «ma per farlo deve uscire dal modello tradizionale in cui il titolare si occupa di tutto. Ormai non è più possibile, non a caso molte farmacie hanno una capacità finanziare che non supera i 5-6 mesi. In questo contesto il contratto di rete rappresenta una forma di aggregazione, già in essere in alcune realtà del settore, in cui le farmacie anche molto diverse tra loro mantengono la loro individualità ma condividono progetti da sviluppare sfruttando sinergie competenze e risorse. Con l'Università di Lecce e la Facoltà di ingegneria gestionale abbiamo studiato un modello replicabile standardizzato che coinvolge 12 farmacie con diversi progetti e siamo riusciti a dimostrare che si possono creare economie di scala per il raggiungimento di obiettivi comuni, che vanno dalla fornitura dei carburanti alle azioni di marketing, dalla creazione di marchi fino all'implementazione di servizi fino alla gestione di personale supplementare. Procedure standard che consentono di pianificare e stabilire strategie se condivise per singoli obiettivi, integrate al sistema già operante nelle singole farmacie sono una possibile strada per capitalizzare le risorse, abbassare i costi ed evitare dispersioni».
Associazionismo è la parola chiave e «un'evoluzione verso cui non si può non andare», ha commentato Antonello Mirone presidente di Federfarma Servizi, «che si può declinare nel modello del contratto di rete, ma è importante che siano associazionismo di titolari di farmacia teso a salvaguardare indipendenza e autonomia del titolare di farmacia e tutela della farmacia indipendente. Il contratto di rete viaggia in questa direzione e su alcune tematiche, come per esempio la necessità di avere una rete logistica, un patrimonio che noi abbiamo strutturato nel corso degli anni, si può pensare a di unire a queste forme di associazionismo. Federfarma Servizi dovrebbe essere l'interlocutore naturale di questi progetti che ormai rappresentano un'evoluzione da cui non si può prescindere, il mercato ce lo chiede. L'individualismo va superato per andare sempre più verso forme di associazionismo come queste»
Simona Zazzetta
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