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Politica e Sanità

10 Maggio 2015

Concorso, Giorni: entro fine anno regioni in grado di assegnare sedi


Entro fine anno le Regioni potrebbero essere in grado di iniziare ad assegnare le sedi. A dirlo Loredano Giorni, politiche del farmaco, innovazione e appropriatezza della Toscana e coordinatore del tavolo nazionale sui concorsi, nel corso dell'evento "Concorsi per le sedi farmaceutiche: a che punto siamo?" organizzato nella seconda giornata di FarmacistaPiù. L'incontro è servito anche per fare il punto sulle questioni aperte - alcune delle quali hanno trovato risposta già nel corso dell'evento - perché, come ricordato da Luigi D'Ambrosio Lettieri, senatore e vicepresidente Fofi, che ha moderato l'evento, «non abbasseremo la guardia, la posta in gioco è troppo elevata, qui si parla della vita delle persone e continueremo a collaborare come Federazione e Ordini locali e anche con un appoggio politico, con interrogazioni parlamentari ed eventuali emendamenti». Tante sono le questioni aperte, ricordate dall'avvocato Paolo Leopardi e dalla commercialista Maddalena Pisani, e tra queste c'è da capire se le Regioni sono in collegamento una con l'altra: «Dal momento che è stato possibile presentare la candidatura in due Regioni, se per ipotesi apro una sede in Liguria, le altre regione sono in grado di venirlo a sapere in tempo reale e di regolarsi di conseguenza?». E per quanto riguarda questioni interpretative, da Giorni è arrivata la riflessione che «spesso ogni Regione ha una sua interpretazione ed è necessario trovare una linea comune su determinati punti, come è stato nella decisione di fare il bando unico e la piattaforma unica». Le Regioni, è stato poi uno degli ammonimenti, devono comunicare il prima possibile quali sono le sedi che potranno essere assegnate, a seguito delle eventuali esclusioni per i ricorsi perché «chi è in graduatoria deve sapere la posta in gioco per prendere le proprie decisioni». Un interrogativo, da parte di Pisani, è andato anche agli effetti del Ddl concorrenza: «c'è il rischio che si possano creare società di serie A e società di serie B?».

Francesca Giani

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