Farmacia ospedaliera, da D.m. specializzazioni percorso sul campo per affiancare specialisti e Mmg
Preparare i farmacisti ospedalieri ad affiancare i medici nei reparti, accanto al paziente, a operare nei dipartimenti farmaceutici e in quelli aziendali, o a lavorare nei distretti, accanto ai medici di medicina generale, attraverso una formazione sul campo finalizzata alle attività professionalizzanti. Questi alcuni dei requisiti del percorso formativo indicati dal decreto interministeriale sulle scuole di specializzazione che è stato al centro di uno degli appuntamenti di FarmacistaPiù, che si è concluso domenica a Milano. A fare il punto Alessia Pisterna, referente nazionale Sifo per la scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera in un'intervista a margine dell'evento, che spiega: «Il percorso formativo, su un debito complessivo di 240 crediti, ne prevede 195 - vale a dire circa il 70% - dedicati specificamente alle attività professionalizzanti, a una formazione sul campo, nelle strutture ospedaliere e territoriali del Ssn». Con un'impostazione che permette di «preparare gli studenti ad affiancare progressivamente i medici nei reparti, accanto al paziente, nei dipartimenti farmaceutici, in quelli aziendali, o anche nei distretti, accanto ai medici di medicina generale». Per fare questo, «il percorso formativo consta di una serie di step: c'è un nucleo condiviso, di attività di formazione e documentazione, rivolta agli stakeholders che noi incontriamo tutti i giorni nella nostra attività, ma c'è anche un percorso di vigilanza sul farmaco, in reparto o sul territorio, fino ad arrivare a tutte quelle che sono le attività professionalizzanti della farmacia ospedaliera e del percorso territoriale, con per esempio la parte di preparazione, di galenica, fondamentale per dare una risposta clinica a reali bisogni dei pazienti, laddove l'industria non riesce a fornire, per la tipologia di esigenza o la sua tempestività, una risposta concreta». Contemporaneamente «a livello del territorio vengono portati avanti tutti quegli interventi collegati alla gestione del farmaco, dalla farmaco-utilizzazione, alla farmaco-epidemiologia, fino ad arrivare a condividere percorsi di lavoro con progetti e obiettivi sul territorio nell'ambito dell'appropriatezza prescrittiva». Un iter formativo di quattro anni in grado di «contestualizzare nelle realtà in cui i farmacisti andranno a operare una conoscenza che parte sì dai basamenti universitari, di tipo teorico, ma con un'ottica professionalizzante», finalizzata alla concreta utilizzazione.
Francesca Giani
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