Carenze, alta variabilità locale. Luci e ombre su sistema segnalazioni
Il fenomeno della carenza dei farmaci è di difficile quantificazione ma quello che è certo è che presenta un'alta variabilità regionale e locale. E, se in alcune zone, sembra che, rispetto a prima, le misure del 2014 abbiano determinato qualche miglioramento almeno nella tempistica con cui il farmaco torna disponibile, in altre la situazione non pare cambiata. «Il fenomeno rimane» spiega Giovanni Zorgno, presidente dell'Ordine di Savona e referente Fofi per la Liguria, «ma il fatto che le farmacie facciano la segnalazione della carenza ha determinato un miglioramento almeno nella tempistica con cui il farmaco torna disponibile e in molti casi il medicinale può tornare disponibile in farmacia, o tramite l'industria o tramite il grossista, in circa un paio di giorni. I farmaci carenti sono comunque sempre gli stessi» e la situazione rimane variabile da zona a zona. Sul fronte delle autorizzazioni alle farmacie, la Liguria «è una Regione dove allo stato attuale la situazione è abbastanza sotto controllo, dopo una serie di controlli che avevano messo in luce alcuni abusi. E i numeri che riguardano le farmacie non sono al momento elevati». «I farmaci che mancano sono sempre gli stessi e talvolta restano carenti anche per mesi e mesi» fa il punto dal Piemonte Massimo Mana, presidente di Federfarma regionale «le segnalazioni si sono rivelate un ulteriore carico burocratico ma di fatto ben poco è cambiato. Sul fronte delle farmacie si finisce per lavorare male, attaccati al telefono per capire se il farmaco c'è o non c'è, mentre il paziente inizia a girare da una farmacia all'altra e molte volte si vede costretto a tornare dal medico per un'altra soluzione». Detto questo, «la soluzione al problema va ricercata altrove, insieme alle componenti della filiera, all'industria in primis. La strada che vedo è nel prezzo unico europeo. Poi certamente i controlli sulle autorizzazioni servono ma l'effetto da ultimo non sarebbe tanto sull'eradicazione del fenomeno quanto su una sua maggiore concentrazione: laddove c'è differenza di prezzo tra un paese e l'altro il fenomeno è destinato a rimanere».
Francesca Giani
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