Politica e Sanità
20 Maggio 2015«Il processo di rientro dal debito, cui hanno dovuto far fronte numerose Regioni, associato alla difficile congiuntura economica, ha avuto come conseguenza una riduzione dell'equità nell'accesso alle cure cui si ispira il nostro Ssn». Relativamente alla sanità, è questa una delle considerazioni chiave che accompagnano le numerose cifre fornite dall'annuale rapporto Istat per il 2015, presentato ieri a Roma, a Palazzo Montecitorio.
Le differenze regionali sono evidenti nella quota di persone che sono costrette a rinunciare a una prestazione sanitaria di cui avrebbero bisogno: sono quasi una su dieci (9,5%), ma questa è solo una media e, analizzando il dato per aree geografiche, si vede che nel Nord-ovest la percentuale è del 6,2% ma nel Mezzogiorno è più che doppia: il 13,2%. «Il fenomeno della rinuncia a prestazioni sanitarie (foregone care) - si legge nel rapporto - è un importante indicatore di qualità dell'offerta, perché rivela una domanda di assistenza alla quale il sistema non riesce a dare adeguata risposta»
Gli autori hanno poi confrontato la mappa della dotazione del personale sanitario e la mappa del finanziamento al Ssn. Nelle regioni del Sud la quota pro capite di finanziamento non raggiunge i 1.900 euro, con il minimo di 1.755 in Campania, mentre in altre aree del Paese supera i duemila euro. I valori massimi, superiori ai 2.300 euro, si rilevano in Valle d'Aosta, Bolzano e Trento, dove sono anche più elevate le dotazioni medie di personale sanitario a fronte di prevalenze nettamente più basse di popolazione in cattive condizioni di salute. Il rapporto evidenzia una situazione critica nelle Regioni in piano di rientro che hanno bassi livelli di dotazione di personale sanitario e ricevono un finanziamento inferiore a quello correlato al bisogno: «questo squilibrio, che dura da tempo, potrebbe essere una causa oltre che un effetto dei deficit di bilancio».
Ne segue che il grado di soddisfazione espresso dai cittadini per il Ssn, soprattutto per quanto riguarda l'accessibilità ai servizi, è più basso fra i residenti del Mezzogiorno, a eccezione di alcune realtà della Puglia e della Sardegna.
Renato Torlaschi
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