Politica e Sanità
12 Giugno 2015In Francia è in calo costante il numero di laureati in farmacia che si iscrive alla sezione titolari, però aumenta il numero degli assistenti di farmacia (sezione D) e degli assunti in altre categorie (sezioni H). Sono queste le tendenze demografiche della farmacia francese, basati sui dati dell'Insee (Institut national de la statistique et des études économiques), che sono ufficializzati quest'anno dalla pubblicazione nella panoramica annuale dell'Ordine dei farmacisti. Nonostante le polemiche dello scorso anno sui numeri, l'analisi demoscopica conferma gli andamenti osservati negli anni precedenti: impennata delle Sel (società d'esercizio liberale) e delle holding, predilezione per l'esercizio in associazione ed entusiasmo per il lavoro subordinato e, punto negativo ricorrente, l'invecchiamento di una professione che fa fatica a reclutare nuove leve. Lenta ma inesorabile l'emorragia continua, secondo il punto di vista di Le Quotidien du Pharmacien. Dati alla mano i francesi hanno perso 123 farmacie nel corso del 2014, come un anno prima, indice che tra la crescita delle associazioni, +16,6% tra il 2013 e il 2014, e le licenze restituite (88), la concentrazione continua il suo cammino, anche se Isabelle Adenot, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei farmacisti (Cnop) rassicura i cittadini «non ci sono concentrazioni d'esercizio, la copertura del territorio resta omogenea». Alla contrazione del numero di titolari corrisponde però un lieve ampliamento del numero di farmacisti dipendenti di farmacia (+0,5%), anche perché sono sempre meno i cavalieri solitari. Il 76% dei titolari si fa aiutare almeno da un assistente a tempo parziale, opportunità che in genere è molto apprezzata dalle donne (82% delle assunte), anche se per chi non sceglie la farmacia la situazione occupazionale è in ascesa. Infatti i laureati in farmacia godono di un momento favorevole dal punto di vista dell'impiego: sono assunti per la dispensazione di gas medicali (+4,7%), in istituzioni sanitarie (+3,6%), nella distribuzione (+2,2%), o nell'industria (+1,5%). Dati che quasi da soli giustificano il saldo positivo registrato dal numero di nuovi iscritti all'Ordine nel 2014. «Abbiamo 222 farmacisti di più» ha dichiarato Isabelle Adenot, e infatti lo scorso anno l'Ordine ha registrato 2.465 nuove immatricolazioni, un fenomeno che non si osservava da oltre un decennio.
Elisabetta Lucchesini
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