Fnpi e Mnlf: riprendere indicazioni Antitrust su numero minimo e fascia C
Le critiche al Ddl nelle audizioni alle commissioni riunite arrivano un po' da tutte le parti, per quello che c'è scritto e per quello che non c'è scritto. «Se il sistema, tra ereditarietà della concessione e numero massimo di sedi per abitante, non permette ai farmacisti di accedere alla professione» è la dichiarazione di Davide Gullotta, presidente Federazione nazionale parafarmacie italiane, «di contro, con il Ddl concorrenza si permette a un non farmacista di diventare proprietario di farmacia. Non siamo a priori contro il capitale, in molti contesti può rilanciare un mercato, ma in un sistema come quello italiano è deleterio. E con questo Ddl non si mette al centro il professionista ma anzi si favoriscono oligopoli, invece che una sana concorrenza. Il sistema Parafarmacia rappresenta un bell'esempio di professionisti che con le proprie forze hanno creato posti di lavoro e centri della salute sul territorio, e per questo vanno difese» riprendendo anche «quelle che erano le indicazioni dell'Antitrust, poi disattese, su fascia C e numero minimo per abitanti». Critiche anche da Fabio Romiti, vicepresidente del Movimento nazionale liberi farmacisti, che rimarca come «vanno introdotte norme concorrenziali per l'intero sistema. In particolare, liberalizzare la fascia C garantirebbe lo stesso livello di sicurezza, consumi inalterati - dal momento che l'erogazione del farmaco è legata alla prescrizione medica -, e nessun danno per le farmacie già esistenti», mentre d'altra parte «si porterebbe concorrenza al settore» con effetti in termini di «risparmio per i cittadini, aumento di investimenti e di nuove imprese, crescita della occupazione». Tutti fenomeni avviati dalle liberalizzazioni di Bersani, dice Romiti: «Solo con la nascita delle parafarmacie si è sviluppata concorrenza sui prezzi». E rispetto ai timori che le farmacie, in particolari le rurali, non reggano, «è il mercato che confuta questa tesi: con le liberalizzazioni di Bersani abbiamo visto che il 90% del mercato rimane comunque alla farmacia con una perdita che equivale a 55 euro al giorno». Con la fascia C «i risultati attesi sarebbero più o meno gli stessi».
Francesca Giani
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