Antitrust insiste: più mercato, più competitività. Nel mirino anche le farmacie
Ci sono anche le farmacie tra i «settori in cui regolazioni ingiustificatamente restrittive, spesso introdotte a livello locale, frenano l'accesso al mercato, distorcono le scelte imprenditoriali e tendono a mantenere, a svantaggio dei consumatori e dell'intera economia nazionale, una struttura produttiva obsoleta e caratterizzata da scarse innovazioni, da prezzi elevati e da una bassa crescita». Parola di Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Antitrust che nella sua consueta relazione annuale si sofferma anche sul ruolo delle farmacie e sulla necessità di regolare anche questo settore che così come altri dalle telecomunicazioni alle energie rinnovabili necessita «di regolazione, poiché sono ampiamente caratterizzati da esternalità, asimmetrie informative, esigenze di servizio universale e condizioni di monopolio naturale». Del resto che le farmacie siano nel mirino dell'Antitrust non è una novità visto che il discusso Ddl concorrenza ora al vaglio delle Camere è stato largamente ispirato proprio dai contenuti della relazione dell'Autorità dello scorso anno. E non a caso Pitruzzella dedica parte della sua relazione proprio al disegno di legge annuale sulla concorrenza, presentato ad Aprile dal governo all'esame del Parlamento. Secondo il presidente Antitrust l'approvazione parlamentare dovrebbe garantire «un'ulteriore spinta all'apertura dei mercati e all'aumento della competitività». L'apertura alla concorrenza» continua «si colloca nell'ambito di un cambiamento del quadro giuridico che finalmente sta creando un ambiente favorevole all'iniziativa economica e che rimuove alcune delle principali cause del deficit di competitività. Una regolazione meno invadente» continua Pitruzzella «aumenterebbe la libertà imprenditoriale e le opportunità di imprese individui, amplierebbe gli ambiti di profitto e l'occupazione. Immediata la reazione positiva da parte delle Parafarmacie con apprezzamento per l'azione dell'antitrust, «fondamentale per indebolire le pressioni di quei gruppi che puntualmente bloccano ogni riforma in favore dell'interesse pubblico». Due i passaggi «fondamentali» sottolineati da Davide Gullotta presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane: «start up ed eliminazioni delle limitazioni alle professioni». «Auspichiamo» dice Gullotta «che si possa guardare positivamente all'esempio degli esercizi farmaceutici - le parafarmacie - aperti dai farmacisti sul territorio. Noi siamo fiduciosi, il lavoro in tandem dell'Antitrust e del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ci fa sperare che si possa proseguire lungo questa strada con sempre più forza e determinazione».
Marco Malagutti
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