Concorsi bloccati, Cini: eccessiva discrezionalità dei Tar
L'applicazione delle norme che regolamentano le procedure concorsuali sta creando diversi motivi di ricorso al Tar. Secondo Maurizio Cini presidente dell'Asfi, si avverte «un'eccessiva discrezionalità nell'esercizio della Giustizia amministrativa che ha accolto più facilmente tesi prive di basi giuridiche» e appellarsi a una stretta applicazione del testo di legge potrebbe essere «ininfluente»
Si susseguono le notizie di graduatorie bloccate o di procedure di assegnazione sospese a seguito di ricorsi al Tar che hanno accolto la richiesta della misura cautelare della sospensiva. E' successo in Liguria e poi in Sicilia, mentre altre regioni come il Piemonte stanno per iniziare la procedura di assegnazione. Tale procedura è sommariamente descritta nell'art. 11 del "Cresci Italia" al comma 6 e, quindi, invocare la stretta applicazione della procedura di assegnazione, di cui all'art. 2 della legge 28 ottobre 1999, n. 389, appare ininfluente dal momento che la procedura prevista da tale legge aveva valenza nei concorsi provinciali per l'assegnazione di pochissime sedi, se non di una soltanto. L'art. 11 citato infatti recita: ad ogni vincitore sarà assegnata la prima sede da lui indicata in ordine di preferenza, che non risulti assegnata a un candidato meglio collocato in graduatoria. Chi contesta la "contemporaneità" della fase di interpello e quella di assegnazione non tiene conto dell'esigenza di impedire deprecabili accordi economici in cambio della rinuncia. Con il sistema adottato dalla piattaforma informatica invece il candidato si trova "inchiodato" alla sede disponibile tra quelle da lui scelte in ordine di preferenza. A pena della decadenza. Sul fatto che questo metodo consente ai candidati non vincitori di vedersi offerte le sedi rinunciate, a volte migliori (ma la valutazione è discrezionale) di quella assegnata all'ultimo della graduatoria dei vincitori, dovrà pronunciarsi il Tar Liguria che si riunirà per decidere nel merito il prossimo 17 settembre. Quanto alla Sicilia, che non ha ancora pubblicato una graduatoria "definitiva", il ricorso al Tar sulla base di quella "provvisoria", e mai pubblicata sull'organo ufficiale della regione siciliana, si è basato sulla diversa e più sfavorevole posizione in graduatoria rispetto a quella ottenuta, dai medesimi concorrenti, nella regione Emilia-Romagna. Nonostante che i concorrenti nelle due regioni siano diversi e, soprattutto, i criteri adottati liberamente dalle due commissioni possono presentare legittimamente notevoli differenze, il Tar della Sicilia ha accolto la richiesta di sospensiva per decidere nel merito il prossimo 9 dicembre. Ebbene, in conclusione, avverto una eccessiva discrezionalità nell'esercizio della Giustizia Amministrativa che ha accolto più facilmente tesi prive di basi giuridiche forti, respingendo invece molte tesi veramente fondate.
Maurizio Cini Presidente Associazione Scientifica Farmacisti Italiani
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