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Politica e Sanità

26 Giugno 2015

Farmaci pediatrici, da Ema supporto per ricerca di sviluppo


L'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha lanciato una nuova iniziativa per facilitare le procedure di sviluppo dei farmaci per la popolazione pediatrica: per un anno, gli esperti dell'Ema offriranno una consulenza gratuita alle aziende produttrici attraverso incontri dedicati.
L'età evolutiva esprime bisogni di salute che richiedono terapie specifiche e queste dovrebbero essere approfondite prima ancora della presentazione all'Ema dei relativi Piani di investigazione pediatrica (Pip). Questi documenti descrivono le modalità con cui un nuovo farmaco destinato a bambini e adolescenti deve essere testato e devono essere inviati dalle aziende produttrici al Comitato pediatrico dell'Ema per una sua valutazione. Spesso in questa fase emergono problematiche che ritardano lo sviluppo dei farmaci, mentre tutto il processo potrebbe essere reso più efficiente attraverso discussioni preventive che orientino la ricerca rendendola più efficace e accelerino lo sviluppo dei farmaci in modo che siano disponibili con una maggiore tempestività.
«È una delle iniziative che l'Ema sta intraprendendo su vari fronti - dice Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento della Salute pubblica dell'Istituto Mario Negri di Milano - per rispondere alla critica diffusa di essere un'agenzia troppo pachidermica, con procedure di valutazione che richiedono tempi molto lunghi, cosa che penalizza molto alcune industrie e alcune ricerche. Negli Stati Uniti le procedure sono molte più snelle e rapide e a volte più appropriate nel giudizio rispetto a quelle europee».
La scelta di migliorare le procedure riguardo ai farmaci indirizzati all'età pediatrica non è casuale: «quest'area - dice Bonati - deve recuperare ancora più tempo rispetto alle altre, dato che la ricerca e la sperimentazione sono particolarmente carenti».
Attualmente, infatti, sono circa la metà i medicinali autorizzati che vengono testati su pazienti in questa fascia d'età e anche l'Aifa ha dedicato lo scorso anno una campagna di comunicazione alla sensibilizzazione degli operatori sanitari riguardo all'importanza di test specifici.

Renato Torlaschi

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