Concorso, dubbi sulla necessità di assegnazione in contemporanea delle sedi
Prosegue il dibattito tra i diretti interessati, in primis i farmacisti idonei al concorso straordinario, sull'adeguatezza delle regole poste dal bando del concorso. Una lettera giunta alla Redazione propone una riflessione sul sistema della "contemporaneità" alla fase di assegnazione delle sedi farmaceutiche. Il tutto nell'attesa che le Regioni completino le procedure concorsuali e che i Tar interessati discutano nel merito i ricorsi che hanno bloccato interpelli o graduatorie.
Spettabile Redazione ho letto con un misto di stupore e di amarezza la motivazione, riportata nella lettera del professor Cini (cfr. Farmacista33, 20 giugno), che giustificherebbe l'adozione del sistema della "contemporaneità" alla fase di assegnazione delle sedi farmaceutiche, e cioè «l'esigenza di impedire deprecabili accordi economici in cambio della rinuncia». Probabilmente pecco di ingenuità, ma mi risulta che l'elenco delle sedi scelte da ogni vincitore non sia pubblico, quindi nessuno dovrebbe sapere quali possano essere quelle per lui più ambite, anche perché, come giustamente sottolinea il professore «la valutazione è discrezionale». Quindi già la procedura dell'interpello in contemporanea di tutti i vincitori tutela dai possibili illeciti ai quali fa riferimento il Professore, perché "blinda" gli elenchi delle sedi. Infatti l'elenco di ogni vincitore in graduatoria è ovviamente diverso da quello del precedente e da quello del successivo. Quindi chi sa quale vincitore sarà avvantaggiato dalla rinuncia di una sede da parte di chi lo precede in graduatoria? Nessuno, o meglio solo chi gestisce i concorsi. Allora cosa dovremmo pensare? Che le Amministrazioni Regionali non si fidano di loro stesse? Questo è davvero avvilente! Ma ammettiamo pure che i timori del Professore siano fondati; mi sembra che per porvi rimedio venga adottata una misura di machiavellica natura. La regola de "il fine giustifica i mezzi" è stata superata ormai da qualche secolo e quindi optare per una procedura iniqua per impedire questi eventuali e ipotetici accordi economici non è certo la strada da percorrere. Così si commette un'ingiustizia certa, per cercare di evitare un illecito che è solo probabile. Compito delle Amministrazioni Regionali sarà invece quello di dare garanzie di correttezza delle procedure, ma nel rispetto delle regole concorsuali, dove il 1°classificato viene prima del 160° e questo viene prima del 185° (tanto per dare dei numeri che personalmente non sono tirati a caso). E se poi vogliamo continuare a considerare possibili accordi poco ortodossi, anche adottando il sistema dell'assegnazione in contemporanea di tutte le sedi, visto che, a differenza degli elenchi delle preferenze, le graduatorie sono pubbliche, ogni vincitore potrebbe essere "invitato" dietro congrua remunerazione a non rispondere nemmeno all'interpello per evitare di "bruciare" sedi ambite da chi è classificato dopo di lui. Questa possibilità è ancora più probabile di quella paventata dal Professore, dal momento che tanti candidati hanno partecipato al Concorso Straordinario in due Regioni e sono interessati soltanto ad una, ma per semplice sfizio potrebbero rispondere all'interpello in entrambe. Ogni medaglia ha il suo rovescio, almeno si scelga quindi la procedura più giusta e che rende onore al merito.
Valentina Zaffagnini 160^ classificata in Emilia Romagna-115^classificata in Lombardia
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