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Politica e Sanità

09 Luglio 2015

Tavolo Mise: farmaceutica settore strategico, eliminare penalizzazioni


Eliminare le condizioni penalizzanti che rischiano di compromettere le potenzialità della filiera del farmaco. È questo il rinnovato obiettivo per il settore farmaceutico che si pongono Mise, Ministero della Salute e Presidenza del Consiglio, e che declinano anche attraverso il tavolo sulla farmaceutica (per la precisione su "regolazione mercato e strategie industriali"). Il tavolo, eredità del Governo Monti, già a inizio anno era stato organizzato in tre gruppi e, nella riunione di ieri, è stato fatto il punto dei lavori. In particolare, secondo la nota del Mise, il tavolo, che si è riunito alla presenza del Ministro del Mise Federica Guidi e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, con i rappresentanti del Ministero della Salute, del Mef e di Aifa, «ha elaborato un primo pacchetto di proposte destinate a confluire in provvedimenti mirati, anche in occasione della prossima legge di stabilità». Il metodo «scelto per il Tavolo della farmaceutica è stato quello di individuare tre ambiti di discussione e raccolta di proposte: la ricerca clinica, i farmaci innovativi e l'Health Technology Assesment (Hta), per tenere insieme innovazione e sostenibilità della spesa, quantificando il contributo che l'innovazione farmacologica può dare in termini di "costi evitati" sulla cura di molte malattie; il sistema produttivo e distributivo del farmaco, la regolazione in senso pro concorrenziale del mercato per il rafforzamento della capacità produttiva e competitiva dell'industria farmaceutica nazionale; la rivisitazione del sistema di governance della spesa farmaceutica, con particolare attenzione al sistema dei tetti sulla spesa ospedaliera e del payback». Dal tavolo di ieri «il settore è stato definito tra quelli maggiormente trainanti la fuoriuscita dal periodo di crisi del manifatturiero italiano», richiamando i dati di produzione ed export emersi dall'ultima assemblea pubblica di Farmindustria, e ne è derivata la necessità di «consolidare e sviluppare il ruolo dell'Italia come piattaforma industriale del comparto in Europa e nel mondo, sia mantenendo la leadership nelle produzioni consolidate, sia sviluppando ulteriormente la filiera dei prodotti più innovativi che permetteranno di mantenere la leadership anche in futuro».

Francesca Giani

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