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Politica e Sanità

17 Luglio 2015

Ricetta elettronica, Fimmg: raggiunta massa critica con ambulatori, si punti a modello Trentino


«Bene i risultati che attestano come ormai una massa critica di medici di famiglia invii ricette in modalità dematerializzata. A giugno 2016 l'obiettivo è arrivare al 90% indicato dalla legge, ma a quel punto occorrerà porre fine al promemoria cartaceo, simbolo di questa fase sperimentale, poiché al momento il paziente non ha alcun vantaggio personale dall'invio elettronico delle ricette. Solo in Trentino il sistema gli invia online l'avviso che la sua prescrizione è pronta e può ritirare la medicina in farmacia senza fare la fila dal suo medico. Sarebbe un peccato se il modello non fosse esteso a tutta Italia». Con questa "provocazione" Paolo Misericordia responsabile Centro studi Fimmg, commenta i dati Promofarma di maggio sul fronte ricetta elettronica. Sul totale delle ricette prodotte in Italia, in tre mesi, è salito dal 35 al 45% il numero di prescrizioni inviate ad Asl e ministero dell'Economia in modalità dematerializzata. L'Italia avanza a livelli nordeuropei e se il balzo della Lombardia, dal 3 al 13,3% poteva essere atteso vista l'infrastruttura informatica Siss collaudata, spicca il boom in Campania (dal 71 all'84,3% di ricette "dema") e spiccano Toscana e Marche (raddoppio dal 16 /19 al 36%) e Umbria (dal 2 al 18%). Anche il Lazio sale da 0 a oltre il 2%, l'Abruzzo dal 35 al 50. Al palo restano Bolzano, Calabria e Sardegna, mentre primi con l'87% e passa si confermano Veneto e Trentino. Sicilia pure ok con l'85,3%, ma rallenta e con essa crescono piano altre regioni già al top; Piemonte, Basilicata, Emilia Romagna. Due le ipotesi per spiegare come quota 90% sia lontana: resistenze da parte dei Mmg o carenza di banda ultralarga (l'Adsl non performa allo stesso modo dappertutto e da qualche parte non arriva). «L'informatizzazione non impatta ovunque allo stesso modo» premette Misericordia «né è neutra come onere per il medico; magari qualcuno di noi predispone il primo e il secondo studio ma non fa l'abbonamento nel terzo perché è molto defilato. Ma proprio per far sopravvivere l'assistenza nei piccoli paesi Fimmg ha chiesto in trattativa alla parte pubblica di considerare disponibilità tali da agevolare l'informatizzazione in sedi periferiche». Misericordia sottolinea poi come il permanere del pro-memoria cartaceo sia una sorta di segnale di funzionamento "sperimentale", a metà, del sistema: «Le prescrizioni vanno a buon fine ma per attestarle il paziente deve sempre ricevere da noi il promemoria e portarlo in farmacia; bene sarebbe che il medico inviasse online la ripetizione di ricetta in farmacia e il paziente cronico si recasse direttamente là. Questa azione, pur consentita a livello nazionale, oggi si fa solo in Trentino. Se si facesse in tutta Italia, è la giusta osservazione, i dati viaggerebbero su internet, in una rete esposta a rischi d'intrusione. Tuttavia i mezzi per provvedere a una diversa tutela dei dati si possono mettere in atto, ed è ora di agevolare l'accesso alle cure per il paziente cronico».

Mauro Miserendino

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