Politica e Sanità
23 Luglio 2015Nei Paesi Bassi lo scontrino trasparente incrina il rapporto cliente-farmacista: il paziente rifiuta il consiglio perché non vuole pagarlo. Da quando, a gennaio del 2014, è comparso sullo scontrino di cassa l'ammontare dell'onorario del farmacista, come voce distinta, si è assistito a uno spettacolare deterioramento delle relazioni tra i farmacisti olandesi e i loro pazienti, secondo quanto riporta online Le quotidien du pharmacien. La misura, voluta dal legislatore per aumentare la trasparenza tariffaria, ha in realtà prodotto numerosi effetti secondari e indesiderati. Acquisita consapevolezza di stare pagando per la consulenza ricevuta durante la consegna del loro farmaco, i pazienti olandesi hanno immediatamente e violentemente protestato, giungendo perfino a contestare l'onorario stesso. I casi di aggressione si sono moltiplicati per cinque secondo un sondaggio effettuato dall'Istituto indipendente per la pratica e la politica della farmacia (Sir) per l'Organizzazione delle farmacie nederlandesi (Knmp), che rappresenta 741 farmacisti dipendenti di farmacia (assistenti al banco e preparatori). «Le persone si tappano le orecchie e non vogliono più sentire i nostri consigli per non doverli pagare» testimonia un assistente. La comunicazione sale di tono al bancone e le minacce fisiche non sono rare, secondo altri farmacisti intervistati per l'inchiesta. Come conseguenza di ciò, la soddisfazione professionale dei farmacisti assistenti e preparatori è crollata dall'80% al 20% dopo l'entrata in vigore di questa misura. Lo stesso dicasi per la qualità della relazione con il paziente che non è più considerata "buona" se non nel 25% dei casi, rispetto all'80% registrato in precedenza. Le questioni finanziarie costituiscono ormai il 28% delle contestazioni mosse al banco della farmacia; l'esistenza di un onorario per il consiglio è l'oggetto del 37% di queste discussioni, in cima alla lista dei reclami, ben davanti al prezzo dei farmaci e all'ammontare del ticket di partecipazione alla spesa. «Così non si può continuare» ha detto Gerben Klein, presidente della Knmp, deplorando come i dipendenti delle farmacie passino il loro tempo a spiegare la ripartizione dei costi e la politica del governo.
Elisabetta Lucchesini
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