Riforma Enpaf, Fenagifar: nessun contributo sia a fondo perduto
Il contributo alla Cassa previdenziale va legato in prima istanza alla propria capacità reddituale, nessun contributo, nemmeno quello di solidarietà può essere a "fondo perduto", qualsiasi contributo venga versato deve essere riconosciuto ai fini pensionistici. Queste le richieste sollevate dal Fenagifar, che insieme ad altre sigle professionali, ha partecipato all'incontro con la Commissione istituita dall'Enpaf per discutere la riforma del sistema previdenziale, necessaria per adeguarsi ai tempi ed alle necessità dei farmacisti. «È stato messo subito in evidenza che il sistema, come è oggi strutturato, non è più adatto alle esigenze degli attori interessati» afferma Pia Policicchio, presidente dei giovani farmacisti «tanto meno ai giovani. Per necessità economiche contingenti, spesso, potrebbero trovarsi davanti alla scelta di non iscriversi proprio all'Ordine o di doversi cancellare alla scadenza della possibilità di usufruire del versamento del solo contributo di solidarietà. Questa situazione costringe i giovani a una possibile preclusione dal mercato del lavoro». Con queste premesse è stato chiesto che il contributo sia proporzionale alla propria capacità reddituale ed è stato sottolineato che «oggi non sia più possibile partecipare alla solidarietà con il concetto del "fondo perduto". Qualsiasi contributo sia dato alla Cassa previdenziale deve essere riconosciuto ai fini pensionistici». Come preannunciato dal presidente Enpaf, Emilio Croce, Alberto Brambilla, economista e già sottosegretario al ministero del Lavoro, tra i massimi esperti in materia previdenziale partecipa ai lavori della Commissione. «Auspichiamo» conclude Policicchio «che dalle proposte raccolte e dal contributo di personalità di questo calibro la riforma assuma una forma equa ed aggiornata rispetto alla situazione odierna e che siano portate avanti proposte oggettivamente plausibili».
Simona Zazzetta
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