Politica e Sanità
12 Settembre 2015- presenza di letteratura scientifica accreditata per l'indicazione per la quale si intende utilizzare il farmaco;
- data di redazione, timbro (o carta intestata del medico) e firma;
- indicazione in ricetta di un codice alfanumerico anziché del nome e cognome o CF del paziente;
- indicazione delle motivazioni per cui si ricorre a tale prescrizione;
- forma farmaceutica e dosi.
Il farmacista, inoltre, al momento della spedizione della ricetta deve indicare data, prezzo e timbro e inviare entro fine mese la copia alla Asl; inoltre, la prescrizione va conservata in originale per due anni. Per ultimo si ricorda che bisogna tenere aggiornato il registro di carico/scarico stupefacenti, con registrazione nominativa in uscita attraverso il buono acquisto stupefacenti.
Da non dimenticare, inoltre, è la certosinaprecisione che occorre adoperare nelle modalità di manipolazione della sostanza, movimenti questi (a ragione)costantemente monitorati dai Nas.
Ricordiamo che ogni farmacia che si approvvigiona di cannabis terapeutica non può in nessun caso cedere la sostanza in quanto tale, nei contenitori sigillati che vengono acquistati, ma solo ed esclusivamente dopo averla ripartita nelle dosi indicate dal medico in ricetta.
La scelta della via di somministrazione influisce notevolmente sull'assorbimento e sull'azione del farmaco; la via inalatoria comporta una rapida assimilazionedei principi attivi ed una immediata comparsa dell'effetto, mentre attraversol'assunzione per via orale si arriva al beneficiodopo circa 30-90 minuti, raggiungendo il picco massimo dopo alcune ore. L'effetto si prolunga nel tempoe l'eliminazione della sostanza è graduale.
Noi di Farmacieunite ci schieriamo apertamente a favore del malato, ribadendo ancora una volta come la dignità della persona venga prima di qualsiasi altra cosa. Il paziente che entra in farmacia è prima di tutto un individuo, che si mette nelle mani di professionisti al servizio della salute e della collettività. Dunque, le prestazioni offerte devono essere sempre impeccabili e al passo con i tempi, oltre che con le leggi.
Il Veneto si sta accostando velocemente all'iniziativa, anche grazie all'incoraggiamento dei farmacisti precursori, che hanno trasmesso ai colleghi l'entusiasmo per questa modalità di applicazione terapeutica. Sono diverse le farmacie già operative e molte altre stanno chiedendo delucidazioni per rendersi autonome in questo senso. L'ostacolo più difficile è dovuto alla dispersione delle informazioni di carattere pratico e alle difficoltà burocratiche e strutturali nell'accesso ai protocolli.
Proprio per questo abbiamo deciso di fornire non solo ai nostri associati, ma a tutti i farmacisti che vorranno aderire,un servizio in più, attraverso l'organizzazione di un convegno ad hoc, che illustri modalità, tempi e tipologie di preparazione e somministrazione di preparati galenici a base di cannabis.
Il lavoro a cui si va incontro è estremamente delicato ed è importante seguire regole ferree nel corso della preparazione. Riteniamo doveroso dover condividere le informazioni con i colleghi che vogliano cimentarsi in questa nuova sfida, perché il vantaggio che ne trae la collettività è superiore agli sforzi compiuti. La cannabis non è certamente una panacea, ma aiuta ad alleviare il dolore e può restituire dignità a persone malate che chiedono soltanto di avere un po' di sollievo.
Come è scritto anche nel Giuramento di Maimonide, documento che ispira da sempre i farmacisti: "Che io possa vedere nel paziente nulla al di fuori di un mio simile sofferente".
Che questa sofferenza possa finalmente essere placata, dunque. Grazie all'impegno e alla dedizione che da sempre poniamo nello svolgere il mestiere più bello del mondo: quello di chi dispensa cura e salute. E da oggi, anche sollievo.
Parola di farmacista.
Franco Gariboldi Muschietti
Presidente di Farmacieunite
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