Politica e Sanità
24 Settembre 2015Un incremento dei fondi per l'università è auspicabile, ma, anche per la qualità della ricerca, occorre aumentare il numero di giovani ricercatori, che ne sono la linfa, ed eliminare i vincoli di assunzione per posizione, lasciando maggiore libertà alle singole università e migliorando al contempo il sistema di valutazione. A fare il punto sulle esigenze dell'università Ettore Novellino, presidente della Conferenza nazionale dei direttori di dipartimento di farmacia, all'indomani della notizia di alcune misure, che potrebbero confluire nella legge di Stabilità, a cui i tecnici del Miur starebbero lavorando, che potrebbero riguardare anche un piano di assunzioni di ricercatori e un recupero dei tagli, che ci sono stati negli anni precedenti, nel Fondo di finanziamento ordinario: per quanto riguarda le risorse umane, «si sta verificando sempre più un fenomeno: da un lato la riduzione continua dei cattedratici, legata anche al blocco del turn over, che non permette di sostituire il personale che va in pensione, e dall'altro assunzioni bloccate, con la conseguenza che il numero dei giovani ricercatori continua a diminuire, mentre c'è un'ampia platea di associati - non influenzati da questi fenomeni - che per altro spesso sono sopra i quarant'anni e che, in questa situazione, vedono poche prospettive davanti. Il problema, però, è che la linfa della ricerca è soprattutto nei giovani ricercatori, affiancati, nei progetti, dai professori ordinari. Sicuramente un aumento dei fondi sarebbe di aiuto, ma occorrerebbe anche eliminare i vincoli per posizioni esistenti, lasciando per esempio maggiore libertà alle singole università rispetto alle figure da assumere, e, caso mai, andando a implementare gli strumenti di valutazione, con meccanismi di premialità e soprattutto di penalizzazione, che prevedano anche una sorta di danno incrementato». Altro strumento utile «potrebbe essere quello di aumentare i poteri di chi dirige, un po' come è stato fatto con la riforma della buona scuola, in modo che abbia maggiore possibilità di intervento all'interno della sede».
Francesca Giani
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