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Politica e Sanità

25 Settembre 2015

Concorso, Falorni: nuovi titolari investano nella relazione con i soci


Un piano imprenditoriale che preveda la copertura finanziaria dell'avviamento, un investimento, in molti casi sottovalutato, sulla relazione con i soci, «10 anni sono lunghi da trascorrere insieme» e la questione per ora aperta, dell'ingresso dei capitali nelle proprietà delle farmacie con qualche possibile sorpresa al secondo interpello. Queste, secondo Franco Falorni, commercialista dell'omonimo studio di Pisa, sono le maggiori criticità che accompagnano il passaggio finale, almeno in Toscana, del concorso straordinario regione in cui le nuove farmacie dovranno aprire perentoriamente entro l'8 marzo perché, spiega, «il giorno dopo la titolarità decadrà». Da questo concorso, esordisce Farlorni, «arriverà un importante arricchimento di professionisti con un pensiero di azienda nuovo. Sono persone che hanno fatto ricerca e che da mesi si informano e si formano». Restano ancora alcune criticità: «In un concorso con così tante domande in forma associata si è sottovalutato molto la relazione tra i soci. Alcune associazioni si sono già sciolte per vari motivi, ma chi ora è in dirittura di arrivo sappia che l'investimento maggiore è relazionale, si dovrà rimanere soci per 10 anni». Sempre a loro è rivolto l'invito di raffinare il business plan: «Tutta l'operazione deve una sostenibilità economica basata sul potenziale fatturato, a sua volta legato alla zona, al bacino di utenza. Ma deve avere anche la copertura finanziaria per raggiungere la massa critica di fatturato senza che si creino squilibri finanziari. Su questo aspetto giocheranno un ruolo importante le banche e la distribuzione intermedia, dalla quale per ora sono pochi a esserci espressi in merito alle nuove farmacie sui tempi di dilazione e di finanziamento. Ed è invece importante che tutto il mondo della cooperazione venga in aiuto di queste nuove realtà». Esiste infine la variabile ddl concorrenza: «Al momento è ancora materia di studio e di dibattito parlamentare in che modo i capitali entreranno nella proprietà delle farmacie territoriali. La domanda aperta è che cosa accadrà alle nuove società che si stanno formando? E a chi apre prima della conversione in legge? E chi dopo l'approvazione? Al momento risposte certe non ce ne sono». Saranno queste, tra le altre, le tematiche che si affronteranno con esperti, in un incontro a partecipazione gratuita che si terrà domenica 4 ottobre a Ospedaletto (Pisa) organizzato da Laboratorio Farmacia insieme allo Studio Falorni, «che vuole mettere ordine in vista delle nuove aperture nella regione». Per ora in Toscana, afferma Falorni, «sono state accettate circa 70 sedi su 115 e l'ipotesi è che ne apriranno 40-50. Le sedi rimaste, scartate o lasciate dalle associazioni che si sono sciolte cammin facendo, avranno un effetto interessante sul secondo interpello che potrebbe riservare sorprese. A rispondere ci saranno molti più farmacisti singoli e alcune delle sedi potrebbero a quel punto risultare sostenibili e redditizie e quindi essere aperte in un altro momento».

Simona Zazzetta

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