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Politica e Sanità

29 Settembre 2015

Alt ad antiulcera al sud. Mmg: ok se abusati come protettori, meno per il resto


Ricette sempre più condizionate a ragioni di cassa? È quanto pensano talora i medici del Sud per i farmaci. Una diatriba particolare c'è sugli inibitori di pompa. In un'interrogazione alla Camera la deputata M5S Dalila Nesci chiede al governo di revocare il decreto del commissario ad acta alla Sanità per la Calabria Massimo Scura n.66/15 che «mette i medici in gravi difficoltà, consentendo il regime di rimborsabilità dei gastroprotettori a 74 calabresi su mille». In Puglia invece a Lecce l'Asl ha messo nel mirino 55 medici per la "prescrizione isolata" di gastroprotettori. Nelle regioni in piano di rientro c'è una stretta rispetto alle regole prescrittive nazionali? La risposta è no per Bruno Cristiano segretario Fimmg Reggio Calabria. «C'è un abuso prescrittivo per questi farmaci, come protettori rispetto ad antibiotici, cortisonici etc. Rispetto alle note Aifa 1 e 48, il commissario ad acta chiede ora agli specialisti, quando indicano il farmaco, di riempire una scheda di monitoraggio con un questionario senza la cui presentazione, a valle della prescrizione del medico di famiglia, il farmacista non può dispensare la medicina al paziente. Lo stesso iter è stato introdotto per le statine. Gli IPP, nel mio quotidiano non servirebbero, letteratura alla mano, a quattro pazienti sui cinque cui invece vengono indicati come protezione. Fatico molto a convincere questi assistiti». Nulla che le note Aifa non dicano: nel resto d'Italia gli Ipp sono raccomandati come protettori in caso di terapia prolungata con Asa o cortisonici (nota 1) o come terapia antiulcera per 4-6 settimane, riscontrata con gastroscopia. «Invece ce li ritroviamo anche per cure di una sola settimana. La delibera accresce e non riduce la nostra autonomia prescrittiva -dice Cristiano- né toglie ai cittadini calabresi il diritto di curarsi. Al limite, andrebbe smussata la nota nazionale 1 quando restringe la protezione agli over 65 trattati con Asa: un paziente under 65 infartuato ha in genere lo stesso bisogno della protezione».
Antonio Chiodo presidente Snami Puglia, pur concordando sul principio che l'Ipp come protettore è un po' troppo prescritto, invita a riflettere sulle restrizioni. «A Lecce il direttore generale ha accettato la richiesta dei sindacati di aprire tavoli di verifica dell'inappropriatezza per ciascun medico, anziché sanzionare. Alle spalle di molte prescrizioni improprie di Ipp, del resto, c'è un'indicazione specialistica, anche per accompagnare un antipertensivo a dispetto della nota 1! Tuttavia, per quanto riguarda la nota 48 (terapia antiulcera), la famosa gastroscopia che accerta la patologia può arrivare dopo mesi di attesa: specie nelle regioni del Sud il servizio pubblico è tutto, ed è depotenziato. D'altra parte il medico di famiglia in scienza e coscienza può prescrivere il farmaco in caso di forte sospetto che la cura sia esatta (ex iuvantibus,). E mi domando se qui sia un atteggiamento più "difensivistico" e riprovevole chiedere la gastroscopia, con relativi costi e attesa, prima di una prescrizione di Ipp o prescrivere l'Ipp prima dell'esame».

Mauro Miserendino

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