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Politica e Sanità

29 Ottobre 2015

Accesso alle cartelle cliniche, Eahp: ancora difficile per i farmacisti ospedalieri


L'acceso alle cartelle cliniche dei pazienti è una delle principali difficoltà con cui si scontrano i farmacisti ospedalieri di tutta Europa ed è evidenziata in uno studio pubblicato a cura della European association of hospital pharmacists (Eahp). Il problema si pone ad esempio quando un paziente viene ricoverato in ospedale e i farmacisti non sono in condizioni di esaminare il regime farmacologico a cui era sottoposto prima del ricovero, oppure nella trasmissione di questi dati tra le diverse strutture che si succedono nella presa in carico del paziente. La portata di questo fenomeno emerge da un sondaggio svolto tra le farmacie ospedaliere di diversi Paesi europei, avviato allo scopo di comprendere meglio lo stato di applicazione dei 44 "Principi europei della farmacia ospedaliera", elaborati nel corso di un processo di revisione della durata di 18 mesi e sfociato in un accordo finale raggiunto durante il Summit europeo di Farmacia ospedaliera, tenutosi a Bruxelles a maggio 2014. Secondo l'indagine della Eahp, alcuni principi risultano particolarmente difficili da applicare. Uno di questi stabilisce che «tutti i farmaci usati dai pazienti dovrebbero essere riportati nelle loro cartelle cliniche e verificati dal farmacista ospedaliero in occasione dell'accettazione dei pazienti stessi.I farmacisti ospedalieri dovrebbero esaminare l'idoneità di tutti i farmaci assunti dai pazienti, inclusi gli integratori dietetici o a base di erbe».

Un altro raccomanda invece che «i farmacisti ospedalieri dovrebbero promuovere una continuità nelle cure contribuendo al trasferimento delle informazioni sui farmaci somministrati ogni qual volta i pazienti cambiano struttura ospedaliera». Nel commentare i risultati del sondaggio, la presidente della Eaho Joan Peppard ha affermato che «per fare passi avanti riguardo all'accesso alle cartelle cliniche da parte dei farmacisti ospedalieri e alla possibilità da parte del farmacista stesso di contribuire al passaggio di informazioni da un setting terapeutico a un altro, servono miglioramenti di sistema». Peppard di appella alle autorità sanitarie a livello nazionale e internazionale affinché utilizzino al meglio le competenze dei farmacisti ospedalieri.

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