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Politica e Sanità

29 Ottobre 2015

Sunifar critica campagna Conad: non saranno i farmaci a salvare la Gdo


Il management del Conad pensi agli sconti su prosciutti e formaggi, i cittadini vi chiedono questo, non di poter riempire i carrelli di medicine, per fortuna dei farmaci ci occupiamo noi nelle farmacie. Questa la risposta di Sunifar alla campagna di Conad per la vendita nei centri commerciali dei farmaci di fascia C con ricetta. «Non si capisce perché chi si occupa di generi alimentari e detersivi debba sentirsi in diritto di occuparsi di salute e farmaci. Sono mestieri diversi, non capiscono la differenza?» commenta Alfredo Orlandi, presidente di Sunifar. E aggiunge: «I farmaci si trovano in farmacia perché estranei alle logiche del commercio, perché qui ci sono le condizioni di sicurezza e privacy, perché il farmacista sotto casa ti conosce e ti mette in guardia se il farmaco che richiedi può interferire con altre terapie in corso». E alla grande distribuzione che fa leva sulla possibilità di fare promozioni e sconti sui farmaci, il rappresentante delle farmacie rurali risponde: «Vogliono usare i farmaci come specchietti per le allodole, per tornare a riempire i carrelli. Ma non saranno i farmaci a salvarli. In farmacia i cittadini hanno già l'opportunità di risparmiare sulle terapie grazie agli equivalenti. Dopo aver desertificato il commercio ci riprovano con la salute. Non saranno le medicine a salvare la Gdo». Orlandi sottolinea che «la farmacia è un'eccellenza italiana, un ambiente adatto a dispensare farmaci, dove l'obiettivo è curare, non vendere di più. Il centro commerciale è tempio del consumismo. Non vogliamo che la tutela della salute debba fare i conti con le logiche del profitto e del marketing». E conclude: «Rassicuriamo i cittadini che ogni giorno si rivolgono alle nostre 6000 farmacie rurali che continueremo a ribadire questi concetti sacrosanti e apparentemente semplici, ma difficili da digerire per i manager delle grandi catene commerciali - conclude Orlandi - e continueremo a farlo nell'interesse generale come protagonisti nel servizio sanitario nazionale. Siamo l'unica voce autorevole e rappresentativa che può far sentire la voce dei farmacisti che operano nel contesto rurale italiano».

Simona Zazzetta

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