Prezzo farmaci, Gianfrate (economista): da rinegoziazione minori introiti per tutta la filiera
Se è vero che la manovra sui farmaci che ha portato alla rinegoziazione dei prezzi nell'ambito dei raggruppamenti di medicinali terapeuticamente assimilabili e realizzata dall'Aifa a inizio ottobre, produrrà minori risparmi rispetto a quelli preventivati, è pur vero che ha determinato una riduzione dei prezzi per molte referenze che ricadono nella convenzionata, con impatti sull'intera filiera farmaceutica, dalle aziende, alla distribuzione, alle farmacie. A fare la riflessione Fabrizio Gianfrate, professore di economia sanitaria, che a Farmacista33 spiega: «I risparmi derivanti dalla rinegoziazione dei prezzi dei farmaci, nell'ambito dei raggruppamenti di medicinali terapeuticamente assimilabili, pubblicata a inizio ottobre dall'Aifa», come è stato sottolineato dallo stesso sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, alla Camera, «non raggiungeranno le cifre stimate» e indicate nell'intesa Stato Regioni del 2 luglio, pari a 500 milioni di euro, «ma saranno meno consistenti», con un'attesa di circa 314 milioni di euro. Questo anche perché, «il target era di per sé ambizioso, per di più da realizzare in un tempo inferiore rispetto a quello inizialmente indicato, e in ogni caso l'intera operazione sconta le incognite connesse a qualsiasi processo negoziale». Ma, se non ci sarà tutto il risparmio previsto, «una buona parte della stima iniziale dovrebbe comunque essere raggiunta». Con la conseguenza che «la diminuzione dei prezzi c'è e avrà certamente ricadute sulla filiera, dall'industria, alla distribuzione, alle farmacie, nella misura proporzionale a quella che è la spettante quota di margine. Ancora non è stata fatta una stima precisa dell'impatto, ma, a una prima osservazione, si rileva che una buona parte dei farmaci interessati passano per la convenzionata e, quindi, ricadono nell'ambito del sistema delle farmacie». Con in più l'aggravante che «si tratta di una manovra svoltasi di fatto in una tranche e non composta, come in altri casi, da più interventi diluiti nel tempo». Quindi, «dal momento che la misura è andata ad agire esclusivamente sulla componente del prezzo, senza per altro che fosse affiancata da ulteriori interventi atti a compensare le ricadute, c'è da attendersi una riduzione sul fronte degli introiti e, gioco forza, sulla marginalità, con una distribuzione sulla filiera rispondente alla quota parte dei vari soggetti».
Francesca Giani
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