Vaccini, Coletto: in Veneto restano non obbligatori ma serve più informazione
Il Veneto ha sperimentato con successo la non obbligatorietà e intende proseguire su questa strada, ma il calo delle adesioni si fa sentire anche da noi e va contrastato con una grande e diffusa attività d'informazione. È quanto afferma Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione Veneto in una nota in occasione dell'arrivo di 50.000 i vaccini antinfluenzali nelle 221 farmacie di Verona, annunciato da Federfarma provinciale. Durante la conferenza stampa è stato ribadito l'invito alla vaccinazione in vista della stagione influenzale 2015/2016 e «l'auspicio che non si verifichi il danno causato nella scorsa stagione dalla psicosi negativa innescatasi contro i vaccini». Lo scorso, sottolinea Federfarma, con riferimento ai dati del Ministero della Salute, «si è verificato un salto indietro di almeno 15 anni, con il drastico calo della copertura», negli anziani nella stagione 2014-2015 a livello nazionale la percentuale si è attestata solo al 49%, mentre nella stagione precedente era arrivata al 55,4%. Con conseguenze sulla salute pubblica: «Nello scorso inverno si è registrato (Fonte Ministero della Salute) un abnorme incremento di decessi certi (+1.000%) dovuto all'influenza e alle sue complicanze. Facendo un raffronto tra le casistiche degli ultimi due anni risulta che i decessi sono passati dai 16 della stagione 2013/2014 ai 160, ovvero dieci volte tanto, nella stagione 2014/2015, mentre i casi gravi sono aumentati di 5 volte (+522%) passando da 93 a 485». Secondo Coletto «mai come quest'anno l'importanza di un'ampia e corretta informazione in materia di vaccini è stata così alta e questa iniziativa è una risposta corretta e opportuna. Che si discuta di anti influenzale o di vaccini in età pediatrica fa poca differenza, perché comunque si discute della salute della gente». E in una nota ha fatto sapere che «il Veneto ha sperimentato con successo la non obbligatorietà e intende proseguire su questa strada, ma il calo delle adesioni si fa sentire anche da noi e va contrastato con una grande e diffusa attività d'informazione. La non pericolosità del vaccino, salvo rarissime eccezioni che confermano la regola, è attestata dalle statistiche e da tutti i più autorevoli esperti, ma va fatta conoscere e capire. Quanto all'influenza, mi limito a ricordare che l'anno scorso, in concomitanza con un brusco calo delle adesioni anche da parte delle fasce di popolazione a rischio, abbiamo purtroppo dovuto registrare il record di decessi (40) da 10 anni a questa parte». Dal canto suo Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona ricorda che i cittadini devono «rivolgersi al proprio medico di medicina generale che dopo le valutazioni del caso, prescriverà al paziente il vaccino antinfluenzale» e aggiunge che chiunque, «per ottenere in farmacia il vaccino prescritto deve essere in possesso della ricetta rilasciata dal medico».
Simona Zazzetta
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