Trattenuta Decreto Abruzzo, ancora una volta tribunale dà ragione a farmacie
Da ultima è arrivata quella di Belluno ma sono stati vari i pronunciamenti dei Tribunali che hanno dato ragione alle farmacie in merito al calcolo dell'Iva - e in alcuni casi degli sconti al Ssn - nei conteggi della trattenuta dell'1,4% che deriva dal Decreto Abruzzo. Il contenzioso, come si ricorderà, è nato dal fatto che molte Asl, anche a causa di una mancanza di chiarezza nella Legge, avevano conteggiato l'importo al lordo dell'Iva e degli altri sconti al Servizio sanitario e così molti titolari e molte rappresentanze territoriali di Federfarma hanno contestato il metodo e hanno avviato contenziosi. Per quanto riguarda la sentenza del Tribunale di Belluno, del 29 ottobre, è stato affermato che «l'iva è irrilevante ai fini dello sconto praticato dalle farmacie» ed «è destinata a gravare in via esclusiva sul consumatore e non sulle farmacie, configurandosi come neutrale nei passaggi intermedi» ed è stata disposta la restituzione ai ricorrenti di circa 65mila euro, più gli interessi legali. A ricorrere, contro le due Asl di Belluno, sono stati 43 titolari, con Federfarma che ha partecipato ad adiuvandum.
Risalendo indietro nel tempo, tra le prime e più importanti, si può ricordare in particolare la sentenza del Tar Puglia dell'8 novembre 2010, che è stata poi confermata l'anno successivo dal Consiglio di Stato: in quel caso è stato stabilito che occorre escludere «sia l'iva sia gli sconti già praticati dalle farmacie al Ssn nella vendita di farmaci in regime convenzionale» dalla base di calcolo per la trattenuta dell'1,4%. Poi se ne sono susseguite altre e anche nel 2015 si è visto qualche pronunciamento: a giugno per esempio è arrivata quelle del tribunale di Genova, che ha riguardato la Asl di Genova e quella di Chiavari: qui il tribunale ha dato ragione alle farmacie in merito all'Iva, mentre non sugli altri sconti, con un rimborso di circa 210mila euro (più gli interessi legali) ai titolari dell'Asl 3 e di circa 42mila euro (più interessi) ai titolari dell'Asl 4 di Chiavari. E sempre in quel periodo va ricordata la sentenza della Corte di Appello di Milano che ha di fatto confermato l'ordinanza del tribunale di Monza, che aveva condannato la Asl di Monza e Brianza. Così come importanti sono quelle di Lecco e Cremona degli anni prima.
In generale, per quanto riguarda i consigli, in un precedente intervento su Farmacista33, del maggio 2014, proprio a ridosso della sentenza di Cremona, Stefano Carlo Ribolzi, avvocato e legale difensore del fronte delle farmacie, aveva ammonito di prestare attenzione alla prescrizione dei termini che «cautelativamente diciamo essere in cinque anni dai primi pronunciamenti del Tar, del 2009-2010». Tra i consigli c'era anche quello di seguire la strada del "ricorso di urgenza al tribunale civile» e il «requisito è la presentazione della prova certa rispetto al credito vantato».
Francesca Giani
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