Inibitori di pompa, su prescrizioni Mmg chiedono più autonomia
Rivedere il modello delle commissioni Asl per l'appropriatezza prescrittiva sostituendo la revisione tra pari, al faccia a faccia con il farmacista ospedaliero: lo propone una società scientifica dei medici del territorio, Assimefac, prendendo spunto dalla questione degli inibitori di pompa. Le attuali misure delle regioni in piano di rientro sono tanto più restrittive quanto più sono recenti, e in Calabria e Puglia sui gastroprotettori sono state affiancate da misure repressive. Del Lazio l'ultima delibera in ordine di tempo: da giugno 2015 il Commissario ad acta chiede agli specialisti di stilare il piano terapeutico per la prescrizione di Ipp a pazienti in dimissione da ricovero ordinario, day hospital,o dopo accesso ambulatoriale; le commissioni per l'appropriatezza delle Asl, oltre ai Mmg, possono convocare in audizione i direttori sanitari delle strutture in cui opera il clinico che non ottempera alle richieste. Analoga disposizione in Calabria si è scontrata con un movimento d'opinione pubblica e le conseguenze sono oggetto di un'interrogazione parlamentare. «In parallelo all'applicazione della delibera, le Asl hanno iniziato a convocare i medici per gli scostamenti dalla media», dice Cosmo De Matteis leader storico di Smi in Calabria. E si chiede: «Si possono applicare alla lettera le note Aifa? Si può prescrivere solo dopo gastroscopia quando l'inibitore di pompa costa pochissimo? Convocato dall'Asl ho ridotto di un terzo i pazienti destinatari di Ipp, in parte sono situazioni in cui lo specialista non ha motivato la prescrizione, anche se la regione lo chiede. A volte lo specialista chiede doppia dose giornaliera, dimenticando che possiamo prescrivere solo 27 pezzi/anno. Ma è tutta in appropriatezza? A rigore, dovrei dire no a pazienti in attesa di trapianto, trattati con più farmaci, fuori delle condizioni chieste da Aifa». In Puglia, nel Leccese, sono 33 i medici segnalati dalla Guardia di Finanza. «Sugli Ipp la Regione ha dato indicazioni con la commissione regionale per l'appropriatezza e in moltissimi avevamo rilevato e corretto prescrizioni improprie, forti anche della presenza in ogni Asl di commissioni ad hoc, ma in seguito alcune Asl hanno dato luogo a misure ulteriori differenti», spiega Enzo Frappampina segretario Smi Puglia. Altre regioni - Campania e Sicilia - agiscono più sulla leva del prezzo che sul merito della prescrizione: è del 2008 la delibera della giunta Bassolino che prevede si prescrivano farmaci il cui costo per dose definita al giorno non superi euro 0,90. Una successiva delibera siciliana - la 0409 del 2013 - abbatte il tetto di rimborsabilità calcolato in daily defined dose a 0,42 euro. Per ovviare ai meccanismi repressivi dei controlli, Frappampina auspica una presa di posizione delle società scientifiche di Mmg a livello nazionale. «Le somme spese impropriamente sono piccole ma questi controlli non si fanno per ragioni di costo bensì di appropriatezza, tutti i farmaci se prescritti fuori indicazione, per lungo tempo e non monitorati presentano il rischio di effetti collaterali. Ciò detto, solo affidando alla categoria medica l'autogoverno di queste problematiche si riesce a fare una cultura vera capace di produrre comportamenti efficaci», afferma Ernesto Mola presidente Wonca Italia e membro del direttivo Assimefac. «A Lecce l'Asl ha fornito alle Fiamme Gialle indici statistici dai quali si può valutare lo scarto complessivo delle prescrizioni dalla media e singoli casi di inappropriatezza potenziale, ma non si evince il merito del singolo caso. La prescrizione impropria di Ipp sulla nota 1 Aifa nasce spesso in ospedale: appena su un paziente polipatologico sono prescritti due farmaci o più, scatta una "medicina difensiva gastrica" che ricade sul territorio. Nei colloqui con il Ministero della Salute per applicare il decreto appropriatezza, Assimefac ha proposto a ministro e regioni di creare commissioni locali di medici di famiglia, specialisti e direttori sanitari capaci di valutare i fenomeni e di calibrare su di essi iter formativi per medici di famiglia ospedalieri e di pronto soccorso. A valle di questi incontri, ove i controlli Asl riscontrassero sforamenti per categorie farmacologiche si darebbe luogo a revisioni tra pari, e solo in caso di recidive si attuerebbero le misure repressive».
Mauro Miserendino
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