Aifa, i revisori conti chiedono a Pani restituzione 700mila euro
Un fatto è certo: all'Agenzia italiana del farmaco non tira aria buona in questi giorni. Prima il presidente Sergio Pecorelli segnalato dagli organismi interni per potenziale conflitto d'interesse, poi il direttore generale Luca Pani che, su input del Collegio dei revisori dei conti, si è visto contestare 700mila euro di emolumenti percepiti negli ultimi tre anni ed eccedenti il tetto di retribuzione per i manager pubblici. E se per la prima vicenda domani è atteso il verdetto del ministero della Salute, la seconda è esplosa nella serata di martedì come un fulmine a ciel sereno e secondo molti osservatori è strettamente legata alla prima. A quanto è dato di sapere a Pani sarebbe giunta da parte del Collegio dei revisori dei conti, di cui Pecorelli è componente, la richiesta di restituzione di 700mila euro eccedenti il tetto di retribuzione per i manager pubblici, fissato in 240 mila euro. Un tetto stabilito per legge, equivalente all'assegno del presidente della Repubblica, che sarebbe stato superato negli ultimi 3 anni. La cifra sarebbe riferita a un incarico all'Ema, l'Agenzia del farmaco europea, come membro dell'organismo tecnico-scientifico che valuta l'immissione in commercio dei medicinali, e del management board dell'Ema stessa, su mandato del ministero della Salute per il quale il Dg Aifa percepisce un compenso. Per Pani si tratterebbe di un'attività libero professionale e quindi l'incasso sarebbe legittimo, per i revisori Aifa i soldi in questione passano per l'agenzia italiana prima di essere consegnati al direttore e andrebbero cumulati con quelli ricevuti per il ruolo in Italia. A complicare ulteriormente le cose anche al Governo ci sarebbero due schieramenti, con il ministero della Salute d'accordo con Pani e quello dell'Economia d'accordo con i revisori dei conti. In attesa di chiarimenti domani ci dovrebbe essere un ulteriore passo avanti con la decisione del ministero della Salute su Pecorelli, al momento sospeso per conflitto di interessi. Nel frattempo il Movimento5Stelle non ha perso tempo non ha perso tempo e ha chiesto al ministro di andare «in aula a riferire su quello che sta accadendo all'Aifa, ormai allo sbando».
Marco Malagutti
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