Politica e Sanità
03 Dicembre 2015La maggioranza di governo punta a reintrodurre le sanzioni per medici, farmacisti e professionisti che non si dotano di lettore bancomat da utilizzare ove il paziente-cliente lo chieda. Le prevede un emendamento alla legge di Stabilità a prima firma del deputato Sergio Boccadutri (Pd) approvato dalla commissione Bilancio della Camera, lo stesso che riduce il limite di 30 euro per pagare con bancomat. In base allo stesso dispositivo, chi vende beni e servizi (inclusi quelli professionali) dovrà accettare pure pagamenti effettuati con carte di credito oltre che bancomat. Infine, nell'emendamento, accanto alla previsione di sanzioni per chi non si adegua, non c'è più quella di incentivi per chi invece si doti di Pos. L'antefatto: fin qui il pagamento via bancomat previsto dalla legge 221/2012, doveva essere accettato solo dai 30 euro in su, ma dal 2016 - se il Parlamento approva la nuova disciplina - sarà ammesso che il cliente pretenda la presenza del «point of sale» dal professionista anche per le microtransazioni. Ma sotto i 5 euro di valore della transazione il prezzo della commissione si dovrà abbattere. E per chi non avesse il lettore Pos? La norma che impone ai professionisti di accettare pagamenti effettuati con carte bancomat, è entrata in vigore il 30 giugno 2014 ma la legge non ha previsto sanzioni per il mancato utilizzo.
Quest'estate un disegno di legge a prima firma del senatore Pietro Aiello (Ncd) introduceva sia detrazioni dal reddito proporzionate alle percentuali pagate a titolo di commissioni sulle operazioni effettuate con lettore bancomat sia multe per 500 euro, con l'intimazione a mettersi in regola entro 30 giorni, per il professionista denunciato dal cliente alla Guardia di Finanza perché sprovvisto di apparecchiatura. Al secondo sgarro la multa raddoppiava e al terzo si profilava la sospensione dalla professione. Ora all'ultimo comma dell'emendamento Boccadutri, dove la legge 221 prevede la possibilità di decretazione del Ministero dell'Economia sugli importi delle commissioni e l'eventuale estensione degli obblighi dei professionisti verso altri strumenti di pagamento telematici, si introduce la prospettiva generica che il governo determini l'importo di nuove «sanzioni amministrative pecuniarie». Margini per "innovare". L'argomento dei detrattori delle sanzioni è che accanto a costi d'installazione variabili, sono ancor più variabili gli importi richiesti dalle banche per le transazioni, con amare sorprese per il professionista con volume medio piccolo d'affari che non riesce ad abbattere il costo di queste ultime. Il governo avrebbe ora una carta importante: il 9 dicembre prossimo entra in vigore in tutti gli stati comunitari il regolamento 751/2015 del Consiglio Europeo che, approvato il 29 aprile a Bruxelles, impone tetti sulle commissioni per la carta di credito (massimo 0,3% della transazione) e per il bancomat (massimo 0,2%) per agevolare gli esercenti.
Tra l'altro per le carte di credito i singoli stati membri possono fissare tetti inferiori. Nell'emendamento è inoltre previsto che per i pagamenti d'importo contenuto -in realtà interessano meno i professionisti sanitari - abbattano entro i primi 3 mesi del 2016 le commissioni ai costi che sosterrebbero dovendo accettare lo stesso pagamento in contanti e se non lo fanno dal 2017 potrà essere il governo a fissar per decreto un importo massimo della commissione che non dovrà superare «0,7 centesimi per ogni operazione bancomat e un centesimo per ogni operazione basata su carta di credito».
Mauro Miserendino
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