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Politica e Sanità

16 Dicembre 2015

Agenzia del farmaco, raddoppiati nel 2015 controlli su conflitti di interesse


Lo stesso giorno in cui il Ministro della Salute accoglie le dimissioni del presidente Sergio Pecorelli l'Agenzia del farmaco fa un punto sul sito istituzionale sulle attività di controllo dei conflitti d'interesse, raddoppiate rispetto allo scorso anno. Il comitato interno di valutazione dei conflitti d'interesse dell'Agenzia del farmaco nei giorni scorsi aveva ravvisato un conflitto di 3° grado nella presenza di Pecorelli nell'advisory board di Principia Sgr, che investe per finanziare società produttrici di dispositivi medici, e nei board delle onlus Health Foundation e Lorenzini Foundation. Il terzo grado, ricordiamo, configura l'interesse economico in società i cui prodotti possono essere approvati dall'Agenzia: una situazione che esclude il dipendente, il fornitore, il membro di commissione o il "vertice" da tutte le procedure -istruttoria, voto etc - relative ad autorizzazioni in commercio ed altre decisioni; il secondo grado corrisponde a un rischio medio, ad esempio una relazione con onlus finanziate dalle industrie, che esclude l'interessato dalle sole procedure di voto, mentre il primo grado segnala una relazione "ininfluente". Ma ecco come funzionano i controlli in Agenzia. Il comitato interno - Il regolamento Aifa sul conflitto di interesse, pubblicato in gazzetta ufficiale a maggio 2015 prevede che tutto il personale e i collaboratori comunichino subito «qualsiasi interesse diretto o indiretto relativo ad aziende farmaceutiche inclusi il possesso di fondi di investimento o azioni». A valutare le dichiarazioni pubbliche d'interesse in prima battuta è la dirigenza competente.

«Ma per i casi dubbi e per le dichiarazioni dei livelli più alti -recita il sito - si ricorre a un comitato interno, presieduto dal Direttore Generale e costituito dai dirigenti delle aree interessate (presidenza, affari legali, prevenzione corruzione), che si rapporta poi direttamente agli organi del Ministero della Salute soprattutto in caso di conflitti di livello 3, che richiedono un intervento da parte del dicastero vigilante». I controlli - Il comitato - struttura interna di autocontrollo che ha verso i dipendenti un ruolo decisionale e verso i vertici e i membri di commissione un ruolo istruttorio per i Ministeri vigilanti - non va confuso con altre strutture di controllo previste per legge, come l'Organismo Indipendente di Valutazione, che si occupa della performance, il Collegio dei Revisori, che valuta gli aspetti di bilancio, o con le stesse Commissioni decisorie». L'aggiornamento del regolamento sul conflitto d'interessi ha permesso quest'anno ad Aifa di incrementare i controlli di un tasso di circa il 100% rispetto al 2014: 116 valutazioni tra gennaio e luglio contro 106 di tutto l'anno scorso. I provvedimenti sono in linea con l'anno scorso: 25 limitazioni (contro 50 nel '14) applicate a livello di rischio 2 e 8 livelli di rischio 3 (conflitto d'interessi diretto) rilevati rispetto ai 15 del 2014. Da marzo 2013, quando ha emanato il primo Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione, Aifa svolge «formazione continua del personale sui temi etici (codice di comportamento, normativa anticorruzione, reati contro la pubblica amministrazione, clima aziendale) e sviluppa ed aggiorna ogni anno strumenti di controllo e indagine interna». La collaborazione con i Nas - Non potendo per i vincoli di legge destinare risorse ad hoc all'anticorruzione, Aifa ha stipulato convenzioni con Nas e Università la Sapienza, e istituito un gruppo di lavoro trasversale tra uffici.

«In questo ambito è stata formalizzata già nel 2014 una procedura per la gestione delle segnalazioni anonime e del c.d. "whistleblowing", che recepisce le modalità operative già in uso da anni per la canalizzazione dei segnali di intelligence utilizzati per le indagini sul crimine in ambito farmaceutico: il Responsabile Prevenzione Corruzione Aifa può oggi utilizzare gli avanzati strumenti di indagine web e la rete delle forze di polizia con cui l'Agenzia collabora, per approfondire qualsiasi tipo di segnalazione sospetta anche anonima, per poi relazionarsi direttamente con Procure, Direzione o Ministeri vigilanti, in caso di conferma dei riscontri». L'esperienza di Aifa verrà presto sintetizzata in una pubblicazione a beneficio di altre amministrazioni.

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