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Politica e Sanità

18 Dicembre 2015

Terapia epatite C, Aifa e Aisf aggiorna algoritmo per sceglierla


Suggerire, alla luce delle evidenze scientifiche oggi disponibili, l'impiego clinico appropriato dei farmaci ad azione antivirale diretta di seconda generazione (Daa) nelle categorie di pazienti affetti da epatite C cronica, secondo i criteri di rimborsabilità approvati dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). È questa la funzione di un algoritmo, che è stato aggiornato dalla stessa Aifa in collaborazione con l'Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf), con l'obiettivo dichiarato di massimizzare il beneficio clinico per i pazienti, facendo in modo che la corretta allocazione delle risorse favorisca, nel breve termine, l'accesso alla terapia con i Daa a tutti i pazienti affetti da epatite C cronica.

L'algoritmo suggerisce le opzioni terapeutiche ottimali per l'utilizzo dei vari farmaci nelle categorie di pazienti per le quali è prevista la rimborsabilità in Italia, in conformità ai registri Aifa di monitoraggio, ed è di grande utilità per il clinico, che può in questo modo disporre di uno strumento aggiornato per valutare le indicazioni e le modalità del trattamento, utilizzando gli schemi terapeutici più vantaggiosi per il paziente. Presupposto per l'utilizzo dei nuovi farmaci anti Hcv è una corretta definizione del genotipo e del sottotipo virale e, a questo proposito, Aifa raccomanda i test di nuova generazione, che abbiamo come target due regioni genomiche di Hcv simultaneamente. «L'aggiornamento - spiega l'Aifa nel suo sito - ha riguardato principalmente l'inserimento di raccomandazioni per la terapia appropriata del paziente con danno epatico particolarmente avanzato. Nello specifico, in considerazione delle segnalazioni sulla sicurezza degli inibitori delle proteasi nel paziente con severa compromissione della funzione epatica, viene ora indicato di non impiegare tali regimi nel paziente con cirrosi epatica in classe B di Child-Turcotte-Pugh. Più in generale, si suggerisce cautela e attenta sorveglianza clinica nell'impiego di tutti i farmaci ad azione antivirale diretta nei pazienti con cirrosi epatica».

Renato Torlaschi

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