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Politica e Sanità

28 Dicembre 2015

Remunerazione, col Milleproroghe slitta ancora di un anno


Slitta ancora di un anno la riforma del sistema di remunerazione della filiera del farmaco. Lo ha sancito in chiusura d'anno il decreto Milleproroghe, varato nell'ultimo Consiglio dei ministri prenatalizio. E che per il decreto, atteso addirittura dal 2012 non tirasse una buona aria lo si poteva intuire dall'esito dell'ultima riunione di metà mese del tavolo sulla farmaceutica, lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico, a cui partecipano tutte le sigle del settore, nel corso del quale non se n'è proprio più parlato. Il rinvio al 1 gennaio 2017 dovrebbe escludere che il tutto passi nelle mani delle Istituzioni e la filiera della distribuzione si ritrovi con un'ipotesi calata dall'alto, d'altro canto il ministero della Salute in più occasioni, in passato, aveva lasciato intendere che preferiva una soluzione condivisa piuttosto che una calata dall'alto e non ci sono ragioni per pensare che la posizione sia cambiata. Intanto, per quanto riguarda i lavori, la strada sembra ancora lunga: innanzitutto, dopo la riunione di fine novembre, che ha riaperto il tavolo della filiera distributiva tra Federfarma, Assofarm, Federfarma Servizi, Adf, non ci sono più stati incontri, nonostante la promessa di rivedersi al più presto.

E in ogni caso anche una volta formulata una ipotesi tra le sigle, la bozza va condivisa con Aifa e approvata dai ministeri della Salute e dell'Economia e Finanze. Tanto più che, come si ricorderà, il famoso documento del 2012, che aveva visto un accordo tra la filiera e l'Aifa, non aveva poi superato lo scoglio dell'esame del Mef e del ministero della Salute. A ogni modo, sul fronte dei contenuti, l'ultimo incontro - più di metodo che di merito - si era chiuso con l'impegno condiviso da tutte le sigle della filiera di rivedersi con in mano elaborazioni, rilevazioni e analisi dei dati economici su vendite, andamento e tendenze del mercato, margini, e via dicendo, in particolare degli ultimi due anni, come punto di partenza sul quale costruire ipotesi di lavoro che siano realistiche, accettabili per tutti e nel rispetto di una imprescindibile sostenibilità del Ssn.

Francesca Giani

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