Politica e Sanità
15 Gennaio 2016Dodici regioni hanno pubblicato la graduatoria ufficiale, tre hanno pubblicato una graduatoria provvisoria e cinque sono ancora ferme al palo. Questa è la fotografia del Concorso straordinario per farmacie delineata da Carlo Ranaudo, docente di Farmacoeconomia dell'Università Salerno.
Delle 12 regioni in cui si è conclusa la fase 1 del concorso soltanto Piemonte, Toscana Liguria e da dicembre anche la Puglia e da questa settimana L'Emilia Romagna hanno provveduto ad aprire la via dell'interpello. Una via tortuosa e ricca di insidie. L'interpello pugliese bloccato da un ricorso urgente per le sedi di Valenzano: tutto si è di nuovo fermato, sembra, fino al 26 gennaio. Nelle altre 7 si aspetta: verifiche burocratiche amministrative, esiti di ricorsi e altro. La macchina ha iniziato a muoversi e si spera che pur con i ritardi biblici che hanno caratterizzato la prima fase almeno in queste 12 regioni le farmacie si possano assegnare. A oggi le ultime notizie danno 5 farmacie aperte. Quattro in Piemonte, 3 in provincia di Torino e 1 in provincia di Cuneo, e una in Toscana in provincia di Pistoia. Sicilia, Abruzzo e Sardegna hanno scelto la via della graduatoria provvisoria (in realtà già percorsa in Puglia).
Senza entrare in merito sull'opportunità di questo passaggio si segnala che non è previsto da nessun bando ma si spera che almeno non rimangano provvisorie in eterno. E ci sono poi le maglie nere. La Campania in prima posizione. Qui i fatti si commentano da soli: il vecchio concorso a quiz ha prodotto una graduatoria definitiva ma apertura delle farmacie nemmeno l'ombra. Sul fronte del nuovo concorso per titoli, la commissione nominata in primavera con atto poi dichiarato illegittimo è stata revocata e della nuova non si sa nulla. Qui sono in ballo 209 sedi. In Calabria il bando è datato gennaio 2013 per 91 sedi, ma è tutto fermo. In Basilicata 26 e in Umbria 39 le sedi messe a concorso con bandi del 2013 e in Trentino 20 con bando 2014, regioni tutto sommato piccole in cui ci si sarebbe potuto aspettare procedure veloci ma anche sono tutt'ora inspiegabilmente ferme.
Carlo Ranaudo
Docente di Farmacoeconomia dell'Università Salerno
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