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Politica e Sanità

19 Gennaio 2016

Incidente in Francia durante test farmaco. Garattini: evento eccezionale


Il caso francese dell'uomo deceduto e dei cinque ricoveri in condizioni gravi, nel corso della sperimentazione di un farmaco per la cura del dolore e dei sintomi psicologici associati alle malattie degenerative è un evento «eccezionale e isolato. Commenta così i fatti accaduti in Francia nei giorni scorsi durante il test di sperimentazione di un farmaco cannabinoide sintetico Silvio Garattini direttore dell'Istituto farmacologico "Mario Negri". «È molto difficile esprimere qualsiasi giudizio su questa vicenda» afferma l'esperto «perché non ci sono ancora elementi; si tratta evidentemente di uno studio di fase 1, su volontari sani. È comunque un caso eccezionale, perché è da molto tempo che non si registrano episodi di questo genere. L'ultimo riportato dalla stampa risale a circa dieci anni fa, quando in Inghilterra c'erano state persone ricoverate in ospedale, ma senza alcuna vittima. Ora sarà interessante attendere i risultati dell'autopsia per capire cosa effettivamente sia successo». Secondo il farmacologo è comunque fuori luogo qualsiasi tipo di allarmismo: «È chiaro che qualsiasi sperimentazione presenta dei rischi come d'altra parte tutte le attività umane, ma sono rischi molto contenuti». Nei giorni scorsi il direttore dell'Aifa Luca Pani ha ribadito la validità metodologica dei trial ma, nel caso specifico del farmaco sperimentato in Francia, ha dichiarato che, per scopi terapeutici, sarebbe meglio usare la cannabis controllata, anziché prodotti di sintesi come quello testato a Rennes.
Secondo Fabio Firenzuoli, fondatore e direttore del Cerfit, il Centro di riferimento regionale per la fitoterapia di Firenze e autore di una recente pubblicazione (Cannabis. "Erba" medica. Ed. Edra),«sperimentare la Cannabis flos, cioè quella che lo stesso Ministero già autorizza a utilizzare come medicinale galenico dovrebbe essere sicuramente il primo passo da compiere. È quello più ovvio» afferma Firenzuoli «già vi sono alcune sperimentazioni disponibili, già è autorizzata, già è standardizzata in principi attivi, già la utilizziamo ad esempio in forma di decotto ed è pure molto utile. Quindi il buon senso ci dice che grandi studi ben disegnati dobbiamo e possiamo prepararli con la Cannabis naturale, che è più sicura. Talvolta infatti "il meglio è nemico del bene"».

Renato Torlaschi

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