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Politica e Sanità

22 Gennaio 2016

730 precompilato, Muschietti: ingenerose parole Agenzia entrate. Petrosillo: serviva sperimentazione


Ingenerose, incomprensibili, inesatte e prive di fondamento le dichiarazioni del direttore generale dell'Agenzia delle entrate sulle responsabilità nel mancato completamento dell'invio dei dati sulle spese per i farmaci 2015 per il 730 precompilato, soprattutto con un sistema che avrebbe avuto bisogno di un almeno un anno di sperimentazione. Continuano a far discutere, dentro e fuori la categoria le dichiarazioni di Rossella Orlandi, in audizione alla Camera, che "bacchettano" le farmacie e non solo, per «un problema di comprensione di quello che dovevano fare».
«Accuse ingenerose e incomprensibili» afferma il presidente di Farmacie Unite, sindacato indipendente dei titolari, Franco Gariboldi Muschietti per un sistema che come ha spiegato a Farmacista33 Gianni Petrosillo, ad di Promofarma, «avrebbe avuto bisogno di una fase di sperimentazione, di almeno un anno».
Alle proteste si è aggiunta anche l'Autorità garante della privacy chiamata in causa per il presunto ritardo con cui ha espresso il proprio parere sul provvedimento attuativo del decreto che istituiva il 730 precompilato. Ma come è stato nuovamente ricordato, a essere in ritardo è stata l'entrata in vigore delle norme: agosto 2015 anziché 31 dicembre 2014, come prevedeva il decreto istitutivo. In particolare, il Garante della privacy ricorda che «10 giorni dopo ha espresso il relativo parere, nell'ambito del quale sono state condivise con tutta l'amministrazione finanziaria (Agenzia delle entrate, MEF e Sogei) le modalità attraverso le quali i contribuenti possono opporsi all'invio dei dati sanitari, come espressamente previsto dal citato provvedimento. In quella circostanza e nei sei mesi successivi, l'Agenzia non ha sollevato alcuna criticità con particolare riferimento alla tempistica per l'esercizio del suddetto diritto di opposizione».
Secondo Muschietti, nell'audizione alla Camera Orlandi avrebbe dovuto riportare anche in merito a questi ritardi «così come avrebbe dovuto precisare che la stessa Autorità garante sulla privacy si è pronunciata sulla materia soltanto nell'estate appena passata, fornendo le sue indispensabili indicazioni e chiarimenti, senza i quali non si poteva procedere» vale a dire non si potevano conservare i codici fiscali dei clienti abbinati agli scontrini fiscali. In tal senso Muschietti sottolinea anche che «il sistema di norme sulle spese sanitarie per il 730 precompilato è costruito pensando al sistema di fatturazione dei medici e non alle farmacie, che devono fare i conti con una mole enorme e una tipologia a dir poco variegata di scontrini».
La differenza di gestione tra le due categorie, come spiega a Farmacista33, Gianni Petrosillo Ad di Promofarma, è che «mentre i medici sono obbligati a conservare le fatture, i farmacisti fino all'entrata in vigore del provvedimento attuativo non potevano, per tutela della privacy, conservare i codici fiscali abbinati agli scontrini fiscali» possibilità sbloccata solo ad agosto 2015. Il sistema, in sostanza, era programmato per cancellarli subito dopo l'emissione: «Di fatto abbiamo gli scontrini ma non i codici fiscali abbinati». Il sistema di gestione, aggiunge Petrosillo, «avrebbe avuto bisogno di una fase di sperimentazione, di almeno un anno, come per altro previsto dal testo di legge istitutivo. Non a caso, dal 1 gennaio 2016 i dati sono stati regolarmente inviati. Viste le circostanze, riteniamo che non ci dovrebbero essere problemi di sanzioni».

Simona Zazzetta

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