Politica e Sanità
28 Gennaio 2016«È un bruttissimo quadro quello delineato dall'ultimo rapporto Osmed» e la ragione, secondo Ettore Saffi Giustini, responsabile area farmaco della Società italiana di medicina generale (Simg), sta nel fatto che, «aldilà della bontà della diagnosi e del farmaco, la chiave del successo del piano terapeutico è legato all'aderenza, che non è un optional». Purtroppo il rapporto segnala carenze fortissime in questo ambito, ad esempio sei italiani su dieci tra coloro che assumono farmaci contro la pressione alta saltano dosi, sbagliano orario o interrompono il ciclo, mentre sono meno della metà i pazienti con colesterolo alto ad assumere regolarmente la terapia prescritta.
Saffi Giustini individua due conseguenze gravi: «Prima di tutto, dal punto di vista medico il paziente non raggiungerà mai gli obiettivi terapeutici, in secondo luogo c'è un cattivo uso delle risorse». L'aderenza è una priorità per i prescrittori che, conferma l'esponente Simg, se ne stanno occupando da tempo: «un elemento essenziale è l'educazione del paziente e della sua famiglia che devono essere consapevoli che il farmaco deve essere assunto in certe dosi e in certi orari; è poi utile ricorrere ad ausili che rendono materialmente più semplice l'aderenza, come i contenitori di compresse divisi in scomparti e, in generale, occorre semplificare il più possibile la posologia, stabilendo delle priorità» Saffi Giustini si riferisce in particolare ai pazienti che soffrono di diverse patologie croniche e arrivano ad assumere molti farmaci diversi ogni giorno, con i rischi delle possibili interazioni e un riflesso diretto sull'aderenza, con una girandola di assunzioni giornaliere davvero difficile da seguire. Ma come può un medico controllare la reale aderenza alla terapia?
«Tra le molte proposte che abbiamo avanzato nel tempo, ce n'è una fondamentale, che purtroppo è resa più complicata da alcuni recenti provvedimenti di legge: avere la possibilità di dedicare più tempo a ciascun paziente e ai suoi familiari, seguendo in questo modo i suoi specifici problemi e migliorare in modo sostanziale anche l'aderenza».
Renato Torlaschi
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