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Politica e Sanità

15 Febbraio 2016

Spesa farmaci, tetti divisi per macroaree di cura. Territoriale non toccata


L'ipotesi di «spacchettamento» del tetto di spesa in tanti tetti quante sono le macroaree di cura, approdata al tavolo sulla Governance della spesa farmaceutica svoltosi nei giorni scorsi, sarà analizzata durante la prossima seduta prevista per i primi di marzo insieme ad altre presentate da parte delle Regioni. L'agenda del tavolo è stata riferita dal capo di Gabinetto del Ministero della Salute Giuseppe Chiné. L'ipotesi allo studio è quello di spacchettare il tetto in tante parti, le principali potrebbero essere l'oncologia, il settore cardiovascolare (che da solo vale 3 miliardi di euro l'anno), le malattie infettive e quelle autoimmuni, in modo da dare più risorse a quelle che ne hanno più bisogno attraverso un calcolo che misura la spesa storica degli ultimi 5 anni e le previsioni di crescita di cura per i prossimi 3. Un'ipotesi che ha incontrato il plauso degli oncologi dell'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica).

«L'oncologia rappresenta uno dei settori più critici» si legge in una nota dell'Associazione, il cui presidente, Carmine Pinto, «sostiene con forza l'ipotesi di "spacchettare" il tetto della spesa farmaceutica in diverse parti attribuendo più risorse alle aree terapeutiche che ne hanno maggiore necessità». E aggiunge: «In dieci anni il prezzo dei farmaci anti-cancro è duplicato, passando da 4.500 dollari a più di 10mila al mese. L'Italia finora è riuscita a reggere l'impatto di questa crescita, grazie ai sistemi di rimborso concordati con l'Aifa mantenendo il prezzo medio fra i più bassi d'Europa». Ma ricorda che «fra il 2010 e il 2014 sono stati introdotti, a livello globale, 45 nuovi farmaci anticancro per 53 indicazioni e tra pochi mesi 15 nuove terapie saranno a disposizione dei clinici. Avanzamento e progressi che stanno sempre più producendo un allungamento della sopravvivenza con una buona qualità di vita».

Lo stesso Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria a margine di un evento ha ricordato come «la maggior parte degli innovativi in arrivo sono di utilizzo ospedaliero e qui il farmaco non può più essere trattato come una voce di spesa a se stante, rappresenta un tassello della cura ospedaliera e dell'approccio terapeutico integrato» e ha sottolineato il bisogno di un «nuovo governo del farmaco che renda il sistema attrattivo per gli investimenti». Ministero della Salute, Ministero dell'Economia, Agenzia del Farmaco e Regioni si incontreranno nuovamente nei primi giorni di marco, per trovare una soluzione per la Governance della spesa farmaceutica pubblica, soluzione che non dovrebbe toccare il tetto della territoriale.

Simona Zazzetta

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