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Politica e Sanità

15 Novembre 2011

In Italia la sindrome cinese non c’è


I farmaci venduti in Italia  sono sicuri e non c''è nessun pericolo cinese: tutti i prodotti  presenti in farmacie, supermercati o parafarmacie sono infatti  affidabili e controllati. Lo ha assicurato Nello Martini, direttore  generale dell''Agenzia italiana del farmaco (AIFA) nel corso della  seconda parte dell''audizione - oggi al Senato - relativa all''inchiesta sulla verifica e lo sviluppo del settore farmaceutico in Italia e sul  lavoro dell''Aifa, avviata dalla Commissione parlamentare d''inchiesta  sul SSN. Martini ammette che canali illegali e incontrollabili, come nel  caso di internet possono nascondere pericoli per la salute da cui  bisogna difendersi, ma i medicinali venduti regolarmente sono più che  affidabili, ovunque siano prodotti."Ho dato garanzie -ha spiegato  Martini a margine dell''audizione - sui controlli  che vengono effettuati dall''Aifa su tutti i farmaci generici:quelli  che vengono prodotti in Italia come quelli che vengono prodotti nel  resto d''Europa. Ma anche quelli realizzati in altri Paesi come l''India e la Cina. Nessun farmaco, generico o specialità medicinale,  proveniente da quei paesi può entrare in Italia se non viene  esplicitamente autorizzato dall''Agenzia e se il sito di produzione non viene ispezionato o dall''ispettorato dell''Aifa o da un altro  ispettorato di qualità".  Soddisfatto delle indicazioni fornite da Martini, Antonio  Tomassini, presidente nella commissione d''inchiesta. "E'' rassicurante  ciò che ci ha detto il direttore generale dell''Aifa rispetto alla  sicurezza dei farmaci", ha detto Tomassini. "Ma se da un lato ha  precisato che non ci sono prodotti in commercio che non siano passati  attraverso l''Aifa e non siano autorizzati da un decreto del Ministero  della Salute, dall''altro lato, però, lui stesso ha adombrato  preoccupazioni. Che derivano sia dalle diverse velocità dei paesi  europei che sono entrati da poco nell''Unione, sia dalle grandi  produzioni cinesi e indiane nelle quali, sebbene ci siano rassicuranti patti bilaterali per controllare i siti produttori, è insito il  pericolo di una circolazione non facilmente controllabile".

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