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Politica e Sanità

03 Marzo 2016

Ricetta elettronica, primi bilanci: segnalate criticità. “Normali a inizio percorso”


Si fanno i primi bilanci dopo l'entrata a regime, dal 1 marzo, della ricetta elettronica con il pagamento del ticket della propria regione di appartenenza. E se qualche farmacista mette in guardia su alcune criticità che si stanno già evidenziando, c'è chi invece le ritiene assolutamente fisiologiche in una prima fase del cambiamento. «Se esiste qualche disfunzione, è perché all'inizio di ogni percorso ci sono cose da limare e aggiustare - sottolinea Carlo Rebecchi, presidente di Federfarma Genova - ma rientra tutto nella normalità». Nello specifico, le criticità che si stanno riscontrando hanno a che fare, prima di tutto, con la possibilità che in alcuni casi non si legga il codice numerico o a barre stampato sul promemoria e poi con le difficoltà di connessione alla rete per accedere al portale Sogei. Va inoltre prestata attenzione alla data di scadenza della ricetta che ha validità un mese e il rischio è che se il paziente non arriva in tempo per il ritiro del medicinale non è più possibile utilizzarla e il sistema non ammette soluzioni alternative. «Abbiamo deciso - precisa Rebecchi - in accordo con l'Ordine dei farmacisti di Genova, di emanare un comunicato stampa che fughi ogni dubbio e che possa rassicurare chiunque abbia espresso qualche perplessità». E a creare un po' di confusione, sia tra i pazienti che tra i farmacisti, è anche la doppia circolazione delle due ricette perché quella elettronica, non è ancora sinonimo di abolizione della carta. Ma Rebecchi, anche in questo caso, rassicura: «Nulla cambia per la ricetta rossa che resta valida ed utilizzabile anche se solo all'interno della Regione di prescrizione. Mi auguro che il percorso di dematerializzazione delle prescrizioni, giunga rapidamente al suo traguardo garantendo il pieno sostegno delle farmacie per una sanità digitale a Km0, sempre più vicina alle esigenze dei cittadini». A mettere, però, in guardia da un eccesso di ottimismo è Silvestro Scotti, vicesegretario nazionale Fimmg. «Sicuramente la soddisfazione maggiore per la ricetta elettronica - dice - è quella dei farmacisti che così, hanno formalmente facilitato i loro interessi, per carità legittimi, di tipo commerciali. Con il flusso elettronico, infatti, le Asl pagano direttamente senza che il farmacista debba fare delle reportistiche. E questo grande vantaggio è dovuto al fatto che questo flusso è tutto visibile e controllato dal ministero dell'Economia». La cosa certa è che in questa prima fase di avvio, fino a fine 2017, sono ancora esclusi dal nuovo metodo alcuni farmaci come gli stupefacenti, l'ossigeno, le prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale, i farmaci con piano terapeutico Aifa.

Rossella Gemma

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