Industria farmaceutica, Scaccabarozzi: troppi pregiudizi. Il nostro modello gestionale vincente
Passi avanti per le cure al femminile ma soprattutto nell'evoluzione del welfare per le donne: a ribadirlo è Massimo Scaccabarozzi (foto), presidente di Farmindustria che intervistato da Farmacista33 ricorda come i farmaci in sviluppo per le patologie maggiormente presenti nelle donne siano oggi più di 850 nel mondo. E sottolinea come il settore dell'industria farmaceutica nonostante i successi raggiunti, venga troppo spesso messo sotto accusa.
Presidente, il settore farmaceutico ha grandi numeri in quanto a donne in posizioni apicali ma anche in quanto a risultati eccellenti nella produzione. E' però un privilegio di nicchia...si potrebbe esportare questo modello? Siamo disponibilissimi, ma ci vorrebbero forse un po' meno di pregiudizi nei nostri confronti da parte di istituzioni e di parte della politica perché, spesso, questa industria è vista in negativo. I dati sulla produzione, l'export, la presenza femminile elevata dimostrano che siamo un settore che ha sempre cercato di innovare, non solo nella produzione di farmaci ma anche nei modelli gestionali. Probabilmente, però, questo modello infastidisce qualcuno. Ci vorrebbe più interesse nel conoscere bene questo settore, lasciando da parte qualche pregiudizio e soprattutto parlando con cognizione di causa. Se così fosse, credo che potremmo fare molto per portare il nostro esempio anche al di fuori della farmaceutica.
C'è, in effetti, chi accusa questo settore di essere una lobby interessata alla mera vendita dei farmaci... Anche questi sono pregiudizi. Per ogni euro che si investe in vaccini, ad esempio, se ne risparmiano 24 in cure ma qualcuno continua a dire, invece, che i vaccini sono un'invenzione per far vendere più farmaci. I vaccini servono a generare l'effetto contrario perché prevengono la malattia. Purtroppo torniamo sempre al discorso dei pregiudizi ed è veramente un peccato, visto che il farmaco può essere tanto un bene quanto un male. E' un bene che ci sia, ma solo quando è necessario e cioè quando lo prescrive un medico. Non credo che ci sia nessuno che voglia assumere farmaci tanto per il gusto di farlo.
Presidente, in questo periodo si parla anche molto del problema dei farmaci irreperibili. Lei cosa ne pensa? E' un problema, questo, perché purtroppo o per fortuna in Italia i farmaci costano dal 30 a 40% in meno rispetto ad altri Paesi europei e, siccome una legge prevede che ci sia la libera circolazione delle merci nella Comunità Europea, alcuni distributori comprano a prezzi italiani per rivendere ai servizi sanitari esteri. Bisognerebbe considerare, per risolvere il problema, che il prezzo negoziato con Aifa, che è un prezzo di cessione al Ssn, non può valere per tutti. Se riusciamo ad aiutare Paesi in difficoltà facendogli avere accesso ai nostri farmaci, non possiamo poi penalizzare gli stessi cittadini. Abbiamo attivato con Aifa, ministero e con la distribuzione, degli osservatori molto importanti e in casi eccezionali passiamo alla consegna diretta entro 48 ore. Ma sia Aifa che il ministero della Salute, stanno soprattutto monitorando questo fenomeno, per cercare di trovare una soluzione. Non è giusto che manchino i farmaci agli italiani perché vengono spediti fuori dal nostro Paese.
Rossella Gemma
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