Ddl concorrenza, modifiche su farmacie rinviate a settimana prossima. Mise soddisfatto dell’iter
Sui tempi del Ddl concorrenza bisogna navigare a vista. Di settimana in settimana, infatti, quelli che sembravano programmi consolidati vengono modificati sulla base delle esigenze parlamentari. Così quando sembrava certo che fosse questa la settimana decisiva per la discussione degli emendamenti sulle farmacie è arrivato un nuovo rinvio. I lavori della settimana, infatti, si sono conclusi già mercoledì, con la votazione di alcune proposte di modifica accantonate, riferite agli articoli dal 25 al 40, mentre la data per la presentazione dei sub-emendamenti dei senatori alle proposte dei relatori è slittata a lunedì prossimo alle 12, con probabile ripresa delle votazioni sul testo martedì. Nel frattempo va registrata la soddisfazione del Ministero dello sviluppo economico sui lavori in corso. «Gli emendamenti dei relatori al disegno di legge sulla concorrenza presentato dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi rappresentano un passo in avanti importante in vista dell'approvazione del provvedimento, a tutela del mercato e dei consumatori» è il commento del sottosegretario del Mise, Antonio Gentile. Meno soddisfazione da parte della Federazione nazionale parafarmacie, in particolare dopo la diffusione del report della Commissione europea che ribadisce come il disegno di legge sulla concorrenza avrebbe potuto essere più ambizioso per quanto riguarda alcune professioni, tra cui il farmacista. «La Commissione europea ribadisce la sua perplessità sul Ddl concorrenza» sottolinea il presidente Davide Gullotta, che sottolinea come anche per la Commissione «negli ultimi anni - anche per quel che riguarda il settore delle farmacie- non è stato preso alcun provvedimento significativo per favorire l'ulteriore apertura dell'economia italiana. Noi lo ribadiamo da mesi» aggiunge Gullotta «ma purtroppo questo governo, anche di fronte ai nostri numerosi appelli, alle indicazioni dell'antitrust, alla ripetute indicazioni della Commissione europea, della associazioni dei consumatori e anche di fronte al buon senso, continua ad essere prigioniero delle lobby e dei poteri forti di cui alcuni gruppi politici sono succubi e conniventi».
Marco Malagutti
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