Politica e Sanità
19 Marzo 2016«I farmacisti italiani rappresentano da sempre un fondamentale presidio della sanità territoriale e in futuro potranno essere una delle colonne del mantenimento della sostenibilità del sistema paese, che passa anche da quello di un buon livello della salute dei cittadini». Con queste parole il ministro delle Riforme costituzionali Maria Elena Boschi questa mattina ha aperto il proprio intervento a Farmacistapiù, la manifestazione organizzata dalla Fofi (Federazione degli ordini dei farmacisti) che in questi giorni si sta svolgendo a Firenze. Il ministro ha ricordato l'importanza del ruolo dei farmacisti anche, e soprattutto, in momenti in cui l'Italia affronta cambiamenti importanti. «La farmacia come presidio territoriale» ha ribadito Boschi «garantisce il buon funzionamento del sistema sanitario nazionale, in una fase in cui i cittadini, grazie a Internet, hanno accesso diretto a ogni tipo di informazione in tema di salute e per questo hanno bisogno di qualcuno capace di evitare la formazione di convinzioni sbagliate, di timori non fondati».
Un ruolo, insomma, che non si ferma alla collaborazione col medico nella diagnostica di base, ma si estende al corretto utilizzo dei farmaci. Si tratta di un compito di straordinaria importanza, anche alla luce del fatto che l'invecchiamento della popolazione sta portando a un incremento delle patologie croniche, il costo della quali in termine di terapie farmacologiche costituisce una fetta importante nel bilancio della sanità italiana. È quindi fondamentale che i farmaci vengano usati in modo corretto».
I farmacisti, infatti, oltre a far parte del sistema sanitario, rappresentano anche l'ultimo, fondamentale anello di uno dei settori produttivi più importanti del nostro Paese, quello dell'industria del farmaco. «Lo scorso anno», ha continuato il Ministro, «il settore dell'industria farmaceutica ha fatto registrare un più 6,3% per quanto riguarda la produzione industriale e il valore dell'export si è attestato su 15,8 miliardi di euro. I farmacisti italiani, quindi, insieme all'industria del farmaco, non rappresentano solo un settore di professionisti che tutelano la salute degli italiani ma anche una componente fondamentale dell'economia italiana che sta cercando di riprendersi dalla crisi.
Gianluca Casponi
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