Politica e Sanità
20 Marzo 2016Una tre giorni di congresso in cui ci siamo parlati, interrogati, abbiamo scambiato idee e opinioni segno di vitalità della categoria, ora abbiamo un'idea precisa di cosa dobbiamo fare e lo faremo. Così il senatore Andrea Mandelli, presidente Fofi chiude i lavori di FarmacistaPiù, svoltosi a Firenze con quasi 4.000 visitatori e un programma che ha previsto 43 convegni, oltre 170 relatori, e 22 associazioni partecipanti. «Bilancio positivo per i numeri e i contenuti» afferma «la formula di FarmacistaPiù è in continua evoluzione ma si conferma un congresso dei farmacisti dove si trovano idee e che ha l'obiettivo di continuare a formare i farmacisti dandogli idee per affrontare il futuro».
«I numeri sono indicativi ma non dicono tutto» commenta il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente del Comitato scientifico di FarmacistaPiù «ciò che più conta è la qualità e il livello elevatissimo del parterre di relatori intervenuto ha saputo dare un importante contributo di propositività all'insegna della concretezza. Volevamo dare risposte concrete ai temi messi in discussione e le risposte sono arrivate e si possono sintetizzare in un concetto essenziale: la professione farmaceutica continua a svolgere un ruolo importante e questo ruolo deve adeguarsi agli scenari attraverso un costante adeguamento del patrimonio dei saperi una ricollocazione della farmaci italiana nel mercato che la riguarda. I sistemi di integrazione endogeni al sistema farmaceutico sono il modo migliori per affrontare la sfida della competizione che si realizzerà inevitabilmente con l'ingresso dei capitali».
«Una terza edizione che conferma l'alto profilo culturale di Farmacistapiù» afferma Ludovico Baldessin Chief operation officer di Edra, Segreteria Organizzativa di FarmacistaPiù «sono stati approfonditi i temi della professione, delle politiche sanitarie applicate al mondo della farmacia e quelli della sostenibilità del sistema sanitario nazionale. L'importanza di questi argomenti è riconosciuta dalle istituzioni e la presenza conferma il ruolo di Farmacistapiù come sede di discussione politiche ma soprattutto ribadisce il ruolo del farmacista come perno intorno al quale gira dovrà girare il ridisegno dei percorsi di cura dei cittadini».
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