Spesa farmaceutica, al Tavolo istanze divergenti tra Governo e Regioni
Il Tavolo sulla farmaceutica, riunitosi settimana scorsa a Palazzo Chigi, è aggiornato a dopo Pasqua e cercherà di conciliare le istanze della presidenza del Consiglio dei ministri, quelle del ministero della Salute, dello Sviluppo economico e dell'Economia con quelle di Aifa e delle Regioni che, dal canto loro, non sembrano condividere la linea istituzionale. Ma secondo indiscrezioni, nonostante le posizioni contrastanti sulle ipotesi di soluzione per la governance della spesa farmaceutica, il tono della riunione è stato "interlocutorio". Ipotesi che dovranno prima di tutto trovare una soluzione allo sforamento della spesa ospedaliera, pari a 1,8 miliardi per il solo 2015. Fra le opzioni (anche integrabili fra loro) quella di creare, rinnovando quello già in atto e previsto dalla legge di Stabilità fino al 2016, un fondo speciale per i farmaci innovativi (oltre a quelli contro l'epatite C anche gli oncologici e tutti quelli con un forte valore aggiunto) che non faccia parte del tetto di spesa; quella di modificare il meccanismo del pay-back, e quella di prevedere un sistema di rimborso a Drg (in pratica "a prestazione", includendo tutte le voci dell'assistenza sanitaria e dunque anche i medicinali), come quello utilizzato nell'ospedalità privata. Era stato proprio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti in occasione del convegno "Investire e crescere in Italia: il ruolo dell'industria del farmaco" promosso dalla fondazione Astrid, a precisare che «Il tetto unico per la spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale sarebbe un errore». Secondo De Vincenti, infatti, «non un tetto sulla spesa ospedaliera, bensì il pagamento a drg generalizzato, è la strada maestra». Ma le parti in causa, Governo e Regioni, non si trovano affatto d'accordo. Queste ultime infatti, pensano ancora a due tetti con valori diversi da oggi ma a somma totale invariata. E soprattutto, vogliono punti fermi sui farmaci innovativi. E a sperare che i frutti del tavolo siano utili non tanto per la prossima legge di Stabilità ma nell'arco di 5-10 anni, è anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Abbiamo creato il tavolo sulla farmaceutica - ha ribadito durante l'incontro Astrid - perché ci rendiamo conto che il meccanismo che ha funzionato, con luci e ombre, in questi anni non funziona più. Ma già sappiamo cosa arriverà e quanto costerà ýe non possiamo farci trovare impreparati». Un'ipotesi di punto d'incontro tra le parti potrebbe esserci, secondo qualcuno, sul ripiano che le industrie devono pagare per lo sfondamento dell'ospedaliera ipotizzando di arrivare ad uno sconto del 10%.
Rossella Gemma
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