Estromissione immobile aziendale, Alessandrini (Credifarma): c’è tempo fino a maggio
C'è tempo fino alla fine di maggio per usufruire della finestra di tempo per la «estromissione dell'immobile aziendale», possibilità introdotta nella legge di Stabilità 2016 e che, secondo Marco Alessandrini, Amministratore Delegato di Credifarma «presenta delle interessanti peculiarità». Lo segnala l'Istituto di credito ricordando che nella normativa varata lo scorso anno, oltre ad alcune reiterazioni come «le detrazioni fiscali legate agli interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica etc., altre sono delle novità come, per esempio, il recupero Iva nei fallimenti, dove non si sarà più costretti ad aspettare la chiusura della procedura in quanto la nota di credito si potrà emettere già dalla data di dichiarazione del fallimento ovvero del decreto di ammissione al concordato preventivo». Di interesse specifico a supporto dell'attività d'impresa per il mondo della farmacia, oltre al superammortamento, compare anche «l'estromissione dell'immobile aziendale forse finora passato in sordina ma che invece presenta delle interessanti peculiarità». In sostanza, spiega Alessandrini, «viene attribuito all'imprenditore individuale la possibilità di estromettere in tutto o in parte gli immobili strumentali pagando una imposta sostitutiva ai fini dell'Irpef e dell'Irap. L'imprenditore deve scegliere per l'estromissione dei beni dal patrimonio dell'impresa entro il 31 maggio 2016 sempre che gli stessi appartengano all'imprenditore alla data del 31 ottobre 2015, mentre l'estromissione produrrà gli effetti dall'1 gennaio 2016. Il bene quindi» prosegue «passa dalla proprietà dell'impresa a quella del farmacista con una aliquota decisamente più bassa rispetto a quella ordinaria, nella misura dell'8% - Irpef e Irap - sulla differenza tra il valore nominale dell'immobile e il costo fiscalmente riconosciuto». Secondo l'esperto questa operazione «trova margini di convenienza quando il farmacista vuole vendere la sua azienda e vuole individuare nella locazione dell'immobile una ulteriore fonte di reddito che potrebbe, a titolo di esempio, andare ad integrare un contributo pensionistico non particolarmente gratificante. Oppure nel caso di una divisione del patrimonio del farmacista».
Simona Zazzetta
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